QUANDO UN POLITICO NON VIENE RIELETTO IN PARLAMENTO, IN EUROPA TORNA A CASA, IN ITALIA VIENE RICICLATO IN ORGANISMI CON INCARICHI SPESSO MILIONARI… ECCO ALCUNI ESEMPI DI STIPENDI, DA AMATO A PAISSAN, DA BASSANINI A BARCUCCI, DA LAURIA A NAPOLI, DA MANCA

QUANDO UN POLITICO NON VIENE RIELETTO IN PARLAMENTO, IN EUROPA TORNA A CASA, IN ITALIA VIENE RICICLATO IN ORGANISMI  CON INCARICHI  SPESSO MILIONARI… ECCO ALCUNI ESEMPI DI STIPENDI, DA AMATO A PAISSAN, DA BASSANINI A BARCUCCI, DA LAURIA A NAPOLI, DA MANCA A MARZANO

fonte:Destra di Popolo .net

QUANDO UN POLITICO NON VIENE RIELETTO IN PARLAMENTO, IN EUROPA TORNA A CASA, IN ITALIA VIENE RICICLATO IN ORGANISMI  CON INCARICHI  SPESSO MILIONARI… ECCO ALCUNI ESEMPI DI STIPENDI, DA AMATO A PAISSAN, DA BASSANINI A BARCUCCI, DA LAURIA A NAPOLI, DA MANCA A MARZANO

Normalmente nei Paesi occidentali quando un politico viene trombato ed esce dal Parlamento, torna a casa e riprende la propria professione (quando ne ha una).
In Italia invece inizia una carriera parallela, oscura e ben retribuita, pilotata dalla partitocrazia. Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio,  a febbraio è divenuto presidente della Treccani a 150.000 mila euro l’anno.
Mario Paissan, ex deputato dei Verdi, ex vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza della Rai, è consigliere dell’Autorità per la privacy, retribuito con 193.323 euro l’anno. Franco Bonferroni, braccio destro di Forlani in Emilia Romagna, è ora nel consiglio di Finmeccanica a 62.500 euro l’anno.
Franco Bassanini, più volte ministro ulivista, guida la cassa Depositi e Prestiti e guadagna 200.000 euro più 40.000 al raggiungimento di determinati obiettivi.
Piero Barcucci, ex ministro del Tesoro ai tempi di Amato e Ciampi, fa parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e prende 398.127 euro l’anno.
I consiglieri dell’Autorità per le garanzie  nelle comunicazioni guadagnano ciascuno 398.127 euro e i posti sono stati spartiti tra Enzo Savarese (An), Giancarlo Innocenti Botti (Forza Italia), Michele Lauria (Ulivo), Roberto Napoli (Udc), Gianluigi Magri (Ccd).
Avere un passato politico apre molte porte e aiuta a ricollocarsi  una  volta terminato il mandato insomma.
Augusto Fantozzi, ministro dei governi Dini  e Prodi, è stato inserito nel cda dell’Enel a 121.078 euro l’anno.
Giuseppe Camo, ex senatore del centrosinistra è tornato in Calabria per insediarsi alla testa della Sorical, la società che gestisce le acque pubbliche e ora “si beve” 191.000 euro l’anno.
E ancora Domenico Papaterra della Rosa nel Pugno al parco del Pollino, Anna Maria Nucci dell’Ulivo amministra le terme Sibarite, Gabriella Pistone dei Comunisti italiani dirige le Terme di Acqui, Marco Susini,  ex dell’Ulivo, presiede l’Interporto toscano.
Marco Fabio Sartori, ex deputato Lega, si consola come presidente dell’Inail a 102.092 euro l’anno, Sandro Trevisanato, ex Forza Italia, come presidente della Sogei a 290.000 euro l’anno, Enrico Manca, ex ministro Psi, come presidente della fondazione Bordoni a 195.000 euro l’anno, Vincenzo Assenza dell’Udeur come presidente Sogesid a 144.000 euro l’anno, Vito Riggio della Dc come presidente Enac a 135.000 euro l’anno, Giuseppe Bonomi della Lega come presidente Sea a 76.644 euro l’anno, Mauro Michelon della Lega nel cda delle Poste italiane a 72.000 euro l’anno, Paolo Crescimbeni del Pdl come presidente Inpdap a 99.404 euro l’anno.
E l’elenco è interminabile…
Avranno perduto il prestigio del parlamentare, ma si consolano con “modesti” stipendi.
Compresi gli anti-casta a parole ( vedi Lega).
I riciclati abbondano ovunque, da destra a sinistra, perché una fetta di torta non si nega a nessuno. Nella vita reale ci sono centinaia di migliaia di giovani precari, nella partitocrazia italiana precari non si rimane mai.
Un posto stabile al sole si trova sempre per “gli amici degli amici”.