I DUE PEGGIORI POLITICI ITALIANI

Politici” tra virgolette,
per indicare la politica peggiore, o l’anti-Politica.

La Politica, quella vera, è
la nobile arte del Bene comune,
ma questa risiede solo nella mente
di chi sogna con il cuore grande.

Politici” tra virgolette,
per indicare la politica peggiore, o l’anti-Politica.

La Politica, quella vera, è
la nobile arte del Bene comune,
ma questa risiede solo nella mente
di chi sogna con il cuore grande.

Loro di questa Politica
non hanno mai sentito neanche parlare:
nei loro schemi di demenza mentale
c’è spazio solo per la parte peggiore dell’Umanità.

Umanità!

Altra parola che non trovate
nel vocabolario berlusconiano e bossiano.

Appena sussurro Umanità
mi vengono i brividi al pensiero
che nel mio Paese ci sia qualcuno
che la calpesta di brutto.

Berlusconi tutti sanno chi è,
anche se non tutti lo disprezzano
come lo disprezzo io:
come uomo, come politico, come… tutto.

Bossi è diverso, in parte:
è il grande buffone di corte, anche divertente,
che sa rizzare gli spiriti depressi.

E questi spiriti al primo suono del Trombone
eccoli pronti a dare, anche loro,
il peggio dei loro sogni “politici”:
certo, oltre il consenso non vanno,
mancherebbe altro!
Il loro sogno si consuma in un volo breve:
non oltrepassa l’orticello di casa,
e qui si fa carne appetitosa,
con un po’ di salsa di cattolicesimo,
ribattezzato nelle acque del povero Po.

Ogni giorno loro vivono delle trovate
del loro Capo Spara-balle.
Coi tempi che corrono, ci si soddisfa
anche della minima barzelletta.

Lui però le balle le racconta così bene che,
a differenza di Berlusconi che ci crede,
si autocompiace di avere un seguito di stronzi.

A Berlusconi piace invece far credere agli stronzi
che la felicità sta nel rinunciare all’Essenziale,
per godersi metafisicamente di desideri proibiti.
Che rimangono tali, sempre proibiti:
a loro non è concesso andare oltre
una briciola appetitosa.

In fondo, tra Berlusconi e Bossi
lo scarto è minimo:
ambedue riescono a rendere felici gli stronzi.

Certo, ognuno dei due usa armi diverse,
ma sparano le stesse balle.

Berlusconi ha un concetto più ampio di Paese,
il suo impero monetario glielo permette:
lui vorrebbe tutto e tutti ai suoi piedi,
per sentirsi l’unico padre-padrone:
di una marea di stronzi.
Ha un altro genere di consenso,
che valica i confini campanilistici.
Qui sta la sua forza di potere.
Il berlusconismo non è regionale.

Bossi invece la sua forza ce l’ha nel sangue
dei padani, anche se la Lega è solo una parola
che può far presa ovunque,
proprio perché tutti si illudono di avere
un proprio orticello da coltivare in proprio.

La parola padania fa scattare in piedi
anche i meridionali doc.

Padania!

Una parola inventata – una gran bella trovata –
che ha lo stesso fascino della parola patria.

Una patria in miniatura!

Così in miniatura che non è altro
che il sogno di sentirsi come a casa propria,
tanto a casa propria che nessuno altro in realtà
dovrebbe occupare il sacro suolo,
tranne il proprio io.

Ma Bossì non lo fa intendere,
è rozzo sì ma non tanto stupido
che non sapere che con qualche ideale
strombazzato ad arte machiavellica
si riesce perfino a far ragionare gli stronzi.

Lui con la storiella della padania
che tira fuori quando è a corto di idee
– ma quante idee il suo cervello può contenere? –
riesce a tirar su il morale dei suoi depressi rincoglioniti.

Magari si arriverà a recintare
un pezzo di letamaio,
e qui tutti felici e contenti
canteranno il “Va’ pensiero su ali dorate”.

Ma il pensiero cadrà stecchito
per l’acre odore di una terra deturpata.

Neppure Berlusconi sopravvivrà.

Ma…
come canta Fabrizio De André
in “Via del campo”:

“dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior”.

Grazie, Umberto Bossi!

E un grazie di cuore a Don Giorgio

NON MERITA NEMMENO STARE LI’ A RISPONDERE A QUESTI POLITICI:NON CI SONO PIU’ PAROLE…SONO TUTTI INCAPACI, LADRI, RACCOMANDATI..DAL PRIMO ALL’ULTIMO


LE  ULTIME  PAROLE  FAMOSE…DOPO ESSERE  STATO  PER 10  ANNI  PRESIDENTE DELLA  FIAT,  AVER  RIDOTTTO LA  FIAT SULL’ORLO DELLA CRISI, AVER  PRESO  PER  ANNI  INCENTIVI DA  GOVERNO, ADESSO VIENE   DARCI  LEZIONI  DI POLITICA ED  ECONOMIA….

MA NON VEDETE CHE SONO  TUTTI  COSI’????

GHEDINI  AMMETTE  CHE è IN PARLAMENTO  SOLO PER  DIFENDERE  IL  SUO PADRONE….( IO L’AVVOCATO  ME L PGO, NON M LO FACCIO  PAGARE DAI  CITTDINI)LA  LEGA  NON  HA  FATTO NIENTE IN 20 ANNI RACCONTANDO LA  FAVOLA DEL  FEDERALISMO,( GLI  AMERICANI   IL  FEDERALISMO  LO HANNO FATTO CON LA  GUERRA…..)IL MINISTRO LA RISSA è UN FASCISTA  CONVINTO  E  DICHIARATO NEL PARTITO DELL’AMORE, fini non si  ricorda a  chi ha venduto,,SONO TUTTI IN  CONCUSSIONE, CONDANNATI…PARLANO  PARLANO….MA  NON  FANNO NIENTE….CHI VA  A PUTTANE, CHI  A  TRANS,  CHI SI DROGA….PER FARE LA  TESSERA SOCIALE( CHE  SERVE  SOLO PER  FARE  PUBBLICITA A  CHI LA  FA) HANNO SPESO  IL  DOPPIO  DI  QUELLO  CHE  HANNO  DATO…NON  ERA  MEGLIO  METTERE I SOLDI DIRETTAMENTE  NELLA  PENSIONE????.NO,  TREMONTI  HA  DATO  LE  TESSERE  PER  FARSI  PUBBLICITA’  MA  LE  ESSERE  UNA  NON FUNZIONAVA… UNA  NON C’ERA  I SOLDI……UNO  NORMALE NON C’è….  DATEMI  UN  NOME  E VI  DIMOSTRO  CHE  è  UN TRUFFATORE…..

Come sempre chiacchere e insulti in risposta a Montezemolo ed alla Marcegaglia.

Luca Cordero di Montezemolo entra a piè pari nella polemica con il Governo e attacca direttamente la Lega.
Lo fa dal sito web della sua associazione Italia Futura, riprendendo le parole e le critiche stizzite di Emma Marcegaglia verso l’esecutivo.
Il Governo – si legge nell’articolo – “ha fatto molto poco, per lo più chiacchere” in tutti questi anni.
L’attacco più importante e più duro però è riservato alla Lega : “Umberto Bossi è molto abile a lanciare proclami e provocazioni – si legge nella homepage di Italia Futura – ma la sua Padania resta immaginaria”.
Il leader della Lega è corresponsabile in questi sedici anni delle non scelte che hanno portato il paese a impoverirsi materialmente e civilmente”.
Anche sul fronte delle rivendicazioni specifiche del suo elettorato Bossi ha combinato ben poco (guardare alle promesse sul federalismo per credere).
Dubitiamo infatti che i suoi elettori l’abbiano mandato in Parlamento per difendere Cosentino o Brancher.
Sul versante dell’azione e dei fatti , il mondo industriale italiano chiede alla politica ed al Governo, riforme vere e sostanziali; riforme fiscali , della pubblica amministrazione, dello stato, e investimenti e aiuti strutturali a tutte quelle  aziende che la crisi economica rischia di far fallire.
“Gli italiani – avverte Italia Futura – ne hanno piene le tasche delle parole a vanvera di una classe politica screditata in particolare quelli che lavorano e producono: quegli italiani che, a differenza di Bossi e dell’attuale maggioranza, tengono in piedi il Paese con i fatti e non con le parole”. 
A leggere le dure parole degli attacchi pare evidente che si sia  consumato  l’ultimo strappo , non solo con Fini, ma con buona parte degli industriali e della classe dirigente di questo paese.
Ma ancora una volta e come sempre, alla  Marcegaglia, a Montezemolo, a quanti criticano giustamente, da destra o da sinistra , l’immobilismo di questo governo , si risponderà con gli attacchi e con gli insulti, e non con i fatti  e le azioni.
Se però la situazione è oltre che critica esplosiva, nel contempo, tolto Bossi e Di Pietro, nessuno sembra volere le elezioni anticpate.
Resta comunque da chiedersi quale sia il male minore per il paese, continuare in queste condizioni,  con questi personaggi, con questo parlamento e con una classe politica sempre più screditati, sempre più impresentabili , sempre più arroganti e diciamocelo per una volta , anche sempre più pericolosi per la democrazia, o andare ad elezioni anticipate dopo aver cambiato la legge elettorale.
Siamo certi che la seconda ipotesi sia proprio la peggiore

ECCO COME VI FREGANO I SOLDI SENZA CHE VOI ITALIONI VE NE ACCORGIATE.E INTANTO SIETE SEMPRE PIU’ POVERI E NON ARRIVATE ALLA FINE DEL MESE.COSA ASPETTATE A RIBELLARVI?(italioni non è un errore, fa rima con…sono chi va votare questi ladri

Innanzitutto c’è da premettere che la vecchia gestione dello Stato, centralizzata, aveva i suoi difetti innegabili, ma aveva anche molti pregi.

La trasformazione in Spa, quando non la privatizzazione complta, di enti statali che si è avuta in questi ultimi anni non ha raggiunto l’obiettivo di rendere più efficienti gli apparati statali, ma ha invece aumentato l’inefficienza, aumentato le truffe ai danni dei cittadini, e aumentato lo sperpero dei soldi pubblici.

Ci avevano raccontato la favoletta che la privatizzazione, o la trasformazione in SPA, sarebbe servita a rendere più snelli e produttivi gli enti pubblici.
E noi, docenti e giuristi, ci eravamo cascati come deficienti. Qualche anno fa pubblicai un manuale di Diritto amministrativo dove, insieme alle altre pecore che belano, anche io ho scritto le consuete cazzate sulla privatizzazione formale e sostanziale, sul modello di PA più efficiente, e stronzate varie.

Ora quando rileggo quelle pagine, mi sembrano scritte da un cerebroleso, anche se poi mi consolo quando vedo che le stesse puttanate sono scritte su tutti i manuali, senza distinzioni.

La verità è che ci hanno fottuti. La trasformazione in SPA è stata una delle più grandi truffe mai perpetrate ai danni dei cittadini. Vediamo alcuni esempi.

La truffa Telecom

Il passaggio da Sip a Telecom ha aumentato i costi delle bollette; aumentato l’inefficienza, e aumentato le truffe. Migliaia sono i cittadini che si sono visti arrivare bollette farlocche, cambi di tariffe non richiesti, ecc.

Siccome poi lo Stato ha inventato quella meravigliosa tassa da 40 euro che bisogna pagare per poter fare ricorso, con la conciliazione obbligatoria, il meccanismo processuale per difendersi è diventato impossibile da praticare, perlomeno quando si tratta di somme modeste.

Il risultato è che Telecom e TIM incassano somme esorbitanti perché rubando piccole somme il cittadino ha difficoltà a difendersi; siccome il meccanismo è applicato a centinaia di migliaia di utenti, con questo sistema si realizzano guadagni illeciti per milioni di euro.

I sistemi escogitati sono tanti. Dai famigerati numeri con prefisso 144, alle ricariche per internet che terminano alla mezzanotte del 30 esimo giorno senza possibilità di ricaricare in anticipo (così l’utente si scorda la scadenza e spende un capitale), alle carte vacanze che danno diritto a chiamare 500 minuti gratis (ma non ti dicono che allo scadere dei 500 minuti paghi una tariffa enormemente superiore e quindi va a finire che paghi un salasso senza accorgertene); poi abbiamo le bollette gonfiate, i cordless e i telefoni inviati a chi non ne ha fatto richiesta con l’addebito in bolletta; la fantasia degli amministratori dell’azienda è senza limiti. Uno dei sistemi migliori poi è quello di dare in appalto a una ditta privata esterna la vendita di alcuni servizi truffa in modo che poi il truffato non possa rivalersi su TIM ma debba far causa alla ditta di servizi (che o ha cessato di operare, oppure è introvabile perché l’utente non riesce a ritrovare il numero).

 

E che dire di quella genialata dello scatto alla risposta? Così se sei in una zona con scarsa copertura in cui la linea salta dopo pochi secondi e devi richiamare dieci volte, paghi dieci scatti senza motivo.

Telecom e TIM sono state condannate più volte a pagare milioni di euro, ad esempio 2,4 milioni di euro per le truffe dialer, 6,5 milioni di euro per le truffe mediante sms che comunicavano che esistevano messaggi nella segreteria telefonica mai attivata dall’utente; ma i soldi incassati con queste truffe superano immensamente le multe che hanno dovuto sborsare.

La truffa Equitalia

Fantastico anche il meccanismo di trasformazione in SPA di Equitalia, con le conseguenti leggi per riscuotere i tributi.

Che fa Equitalia? Manda cartelle pazze a migliaia di cittadini.

Su 1000 cittadini che ricevono tasse arretrate senza giustificazione, 200 pagano senza fiatare; magari sono risparmiatori che hanno da parte qualche decina di migliaia di euro e per evitare noie e il costo di un avvocato pagano e zitti.

Una buona parte protesta e spesso ottiene una consistente riduzione della somma da pagare, e quindi si accontenta di pagare la riduzione, felice di poter evitare un contenzioso sborsando “solo” poche centinaia di euro anziché le migliaia che erano state richieste all’inizio. Tempo fa vennero mandate ad alcuni pensionati delle cartelle per trentamila euro, adducendo un errore nel calcolo della liquidazione. Molti pagarono; chi andò a protestare si vide immediatamente ridurre a 500 euro la cartella originaria (quindi molti pagarono, felici di cavarsela con una somma inferiore); solo chi ha impugnato la cartella è riuscito a non pagare nulla.

Un sistema che ha fruttato ad Equitalia milioni di euro.

Una parte delle cartelle finisce invece in tribunale; il contribuente vince la causa, ma a conti fatti, nel complesso dell’operazione, Equitalia ci guadagna sempre somme esorbitanti.

In molte zone d’Italia poi Equitalia ha pignorato centinaia di case, auto, e beni dei contribuenti; contribuenti che spesso sono addirittura all’oscuro della richiesta di pagamento.

Vengono recapitate tasse arretrate per essere proprietari di immobili mai pesseduti; per aver esercitato mestieri mai fatti; o aver esercitato la professione in periodi in cui le persone erano disoccupate, o addirittura… in carcere.

In pratica con questo meccanismo Equitalia si assicura un enorme flusso di capitali, che sono illeciti perché si tratta di somme non dovute, ma trattandosi di una società privata nessun amministratore rischia alcunché.

La guardia di finanza e alcune procure hanno spesso iniziato indagini, ma esse non portano né porteranno mai ad alcun risultato, perché il reato ipotizzato (la truffa) è troppo blando e i tempi di prescrizione sono troppo brevi.

Peraltro Equitalia ha il completo appoggio dei politici al governo, perché le leggi in vigore consentono ad Equitalia di espropriare immobili di qualsiasi cittadino anche a fronte di tasse arretrate per 5000 euro, con un procedimento rapidissimo e fuori da ogni regola di logica giuridica che ha come conseguenza il fatto che spesso al cittadino viene venduto l’immobile, anche quando poi il tribunale dà tardivamente torto ad Equitalia.

Su un giornale ho letto di un tizio di Salerno, tale Nunzio Birra, cui è stata espropriata e venduta la casa per un credito (non dimostrato) di 15.000 euro; la casa (che valeva 400.000 euro) è stata acquistata all’asta per 56 mila euro, dopodiché la società che aveva acquistato la casa ha proposto al Birra di riacquistarla per 200.000 euro. Una truffa colossale. Ed è una truffa di Stato.

Nella sola provincia di Napoli gli immobili ipotecati sono 200.000. E spesso sono ipotecati a persone che ignorano di avere la casa ipotecata, e lo scoprono solo al momento in cui questa viene messa in vendita.

Un altro metodo geniale è quello di inviare mini cartelle da 10-20 euro. Così il contribuente paga e zitto, perché è impossibile ricostruire la correttezza delle somma. A me ad esempio arrivano ogni anno tasse arretrate di 40-50 euro… per un professionista (le cui tasse si determinano con un calcolo complicato che tiene conto di tutte le fatture in entrata e in uscita, le detrazioni, ecc…) è impossibile rifare tutti i conti e sapere se quelle 40 euro sono giuste o meno; d’altronde sono sicuro che è impossibile che ad Equitalia qualcuno ogni anno rifaccia i calcoli delle tasse che mi riguardano. Ma l’unica strada è pagare, e rassegnarsi alla truffa.

 

Il meccanismo giuridico che sta alla base delle leggi che regolano il rapporto tra Equitalia e cittadini è previsto dal Dl 203/2005, nonché dal Dlg               112/1999         112/1999, e 46/2009, oltre che dal DPR 602/73 e dalle varie norme in materia di contenzioso tributario; anche se è complicato da descrivere in un articolo, penso che possa essere riassunto efficacemente e in modo molto chiaro nella famosa frase che il Marchese del Grillo disse nel film omonimo: “Io (Equitalia) sono io, e voi non siete un cazzo”.

Il problema è che dal punto di vista giuridico dovrebbero finire in galera tutti i politici che hanno votato le leggi che hanno permesso questo stato di cose, perchè si tratta di una truffa immensa, ideata dai politici e perpetrata con la complicità di amministratori, magistratura, informazione.

Le truffe Enel

Per non parlare delle bollette della luce. La luce è un bene essenziale, perché senza di essa nelle nostre cose e negli uffici non funziona più nulla, PC, TV, frigorifero, in alcuni casi i riscaldamenti e addirittura, nelle case di campagna che non sono collegate all’acquedotto, la mancanza dell’elettricità determina l’impossibilità di usare l’acqua.

Nelle aziende e negli esercizi commerciali mancanza di elettricità equivale al blocco dei macchinari.

Ecco quindi che se arriva una bolletta caricata abusivamente di poche centinaia di euro conviene pagare subito, per evitare il blocco della corrente.

Mentre i costi di una causa civile e del ricorso ad un avvocato scoraggia normalmente i cittadini dal fare ricorso.

Questo è il risultato della privatizzazione in Italia; di quella privatizzazione che ci avevano presentato come la soluzione del problema all’inefficienza statale, e che invece si è rivelata essere uno degli indizi rivelatori della fine del nostro sistema democratico, perché la magistratura e la polizia sono troppo inefficienti e/o corrotte per poter intervenire con efficacia su un sistema così capillare.

A parte il fatto che il nostro sistema penale è totalmente sfornito anche teoricamente di mezzi giuridici, perché le pene previste per i reati di questo tipo sono già ridicole in partenza.

La trasformazione delle Forze Armate in SPA

La trasformazione delle FFAA in SPA si inserisce nel quadro generale delle privatizzazioni. Qui però ci sono conseguenze ulteriori e vantaggi diversi (per il governo).

Ovviamente in un primo tempo resterà tutto identico a prima e non cambierà nulla. La difesa continuerà a restare ufficialmente pubblica, e la veste di SPA consentirà solo una maggiore facilità nel truffare in alcuni settori.
Piano piano, però, sulla falsariga di quello che è successo ad esempio con Telecom o con Banca d’Italia (in cui di pubblico non è rimasto nulla, tranne il nomen iuris) si amplierà l’area dei settori della difesa interessati dalla privatizzazione e la truffa diventerà globale, fino ad arrivare al seguente risultato:

– eliminazione del reato di corruzione e concussione:

Se un amministratore pubblico prende una tangente per favorire qualcuno, ricorre il reato di corruzione; se l’amministratore minaccia Tizio di non dargli un suo diritto se costui non paga una tangente, il reato è quello di concussione.

Se lo stesso comportamento è posto in essere dall’amministratore di una società privata NON esiste alcun reato.

Stessa cosa vale per il reato di abuso di ufficio.

In altre parole, privatizzando le FFAA gli amministratori potranno affidare le commesse a chi pare loro, senza rischiare alcunché dal punto di vista penale. Verranno acquistati miliardi di materiale inefficiente, pagandolo dieci volte il loro valore? Non sarà reato. Nessuno verrà punito.

– eliminazione del meccanismo della gara pubblica:

Attualmente gli enti pubblici, per stipulare contratti di qualsiasi tipo, in teoria devono ricorrere al meccanismo dell’evidenza pubblica. Il meccanismo dell’evidenza pubblica (sempre in teoria) garantisce che il contratto sia stipulato con imparzialità ed efficienza al miglior offerente.

Truccare una gara poi, anche se è una cosa che succede spesso, è comunque un reato.

Nel momento in cui le FFAA verranno privatizzate, invece, scomparirà gradualmente il meccanismo dell’asta pubblica e gli amministratori potranno fare quello che gli pare.

Ovviamente ciò non avverrà subito; inizialmente si dirà che, nonostante la veste di società per azioni, le FFAA sono comunque tenute a rispettare le leggi di diritto pubblico per i contratti; ma gradatamente si arriverà alla scomparsa del meccanismo.

– eliminazione del controllo della Corte di Conti:

Tutti gli enti pubblici passano attraverso il controllo della Corte dei Conti e devono inviare periodicamente i loro bilanci a questo organo.

Si tratta di un controllo imperfetto, blando, spesso viziato dalla corruzione dei giudici della Corte, ma comunque esiste. E in teoria, se i giudici venissero veramente scelti per merito, se veramente applicassero le leggi, garantirebbe la legalità nell’amministrazione.

Privatizzando le FFAA scomparirà gradatamente anche il controllo della Corte dei Conti.

Altri meccanismi negativi li ha sottolineati Fabio Piselli nel suo blog: gli amministratori, manco a dirlo, acquisteranno beni e servizi da aziende di proprietà di loro parenti; potranno decidere i settori e i reparti dove investire o disinvestire. Inoltre (cito testualmente dal blog di Fabio):

“il pericolo grande lo vivremo in Italia, ove avremo dei carabinieri sempre meno liberi, dei soldati sempre più presenti in strada, dei soggetti che se fino a ieri rispondevano allo Stato (noi) d’ora in poi risponderanno al consiglio d’amministrazione (loro) scelto tout court dal ministro stesso e dai suoi accoliti

non ho sindromi complottistiche, ma ho l’esperienza necessaria per dire che tutto questo non mi piace affatto, il nostro paese non è l’America, è troppo piccolo per consegnare il sistema Difesa in mano a dei privati privilegiati sui quali ignoriamo ogni cosa, se non che proverranno da ambienti destrorsi o paramilitari, oppure scopriremo che il mafioso affitta le microspie ai carabinieri, e questo è già avvenuto e fortunatamente scoperto, grazie anche ai consulenti privati

meditate gente meditate perchè a quanto pare dove non si riforma si privatizza…. “

Nei secoli passati il sovrano depredava al suddito quasi tutto. E i soldati erano al servizio del re per mantenere il potere costituito.

Oggi la situazione non è diversa. E’ solo diventato più sofisticato il metodo per rubare; è cambiata la forma cioè, ma la sostanza è sempre la stessa.

Lo stato ruba e depreda il cittadino fino che può; e i soldati saranno in modo sempre più evidente al soldo dei potenti, anziché dei cittadini.

Per qualche decennio dopo il 1945 ci eravamo illusi di essere una democrazia e che il popolo contasse qualcosa, con i meravigliosi concetti dello stato sociale e della sovranità popolare.

Oggi l’illusione è finita.

La sostanza della legge che regola tutto il meccanismo delle privatizzazioni è questa, e non lascia dubbi: io sono lo Stato, e voi cittadini non siete un cazzo.

 

ALTRI GRAFICI….. GUARDATELI E APRITE IL CERVELLO, OLTRE CHE GLI OCCHI

, mi sono andato a controllare i dati riportati nel grafico da me stesso pubblicato ;o).

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 Infatti quei dati, mentre sono piuttosto accurati fino al 2007, dal 2008 in poi sono sballati al ribasso, come risulta da diverse fonti, di cui ne riporto una. Per essere più chiaro, li ho incorciati con il susseguirsi dei vari governi, da cui si vede chi è stato più efficace contro il deficit, e chi se ne è altamente sbattuto. Se qualche studente di economia ha voglia di fare una bella tesina, ci sarebbe da studiare quali misure ed eventi hanno determinato le variazioni sul deficit, magari partendo dal lavoro fino al 2001 della banca d’italia

PER CHI SI OSTINA A VOTARE QUESTO GOVERNO, PROVATE A DARE UN’OCCHIATA A QUESTI GRAFICI….SPERANDO CHE VI FACCIANO APRIRE GLI OCCHI…SPARGETE AI VOSTRI AMICI, FATELI VEDERE A CHI GLI DA’ IL VOTO

http://www.indexmundi.com/g/r.aspx?v=66&l=it

Compara Paesi > Tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL)

 

 

 

Marcegaglia smentisce Berlusconi “Noi non stiamo meglio degli altri”
Sarà vero? Ma come, non va tutto bene?
…e se dessimo un’occhiata alle statistiche?

Questo è il graficorelativo al PIL procapite espresso in purchasing power standards rispetto alla media Europea a 27 paesi e normalizzato sulla media europea (ovvero il valore 100 è sempre la media europea).
Il PPP è la moneta europea fittizia usata da Eurostat (fonte dei dati) che indica la moneta ‘REALE’ con la quale andiamo a fare la spesa ogni giorno.
Nel grafico, l’Italia è rappresentata dalla curva verde in grassetto.
Dal ’95 (inizio era B.) al 2009 siamo passati da circa 120 PPP a circa 100.
Marcegaglia non ha ragione, è perfino ottimista.

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Mah, magari il dato sulla criminalità è migliorato…
Sbagliato.
L’Italia è in arancione, sempre dati Eurostat. Il dato si riferisce ai crimini registrati dalla polizia.

 

 

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MOLTO, MOLTO INTERESSANTE: RAPPORTO TRA IMMIGRAZIONE E REATI.
FONTE:
Quaderni di ricerca del
Dipartimento di Scienze Economiche
“Hyman P. Minsky”
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BERGAMO

QUESTO TANTO PER SPUTTANARE MARONI