I nostri politici e la pelle di salame

Ma allora è proprio vero :Ins. politici hanno proprio la pelle di salame sugli occhi.

Ma è possibile che credessero davvero che in Turchia ci fosse la democrazia?

Ma se questa benedetta democrazia non esiste nemmeno da noi come possono sperare che esista in Turchia?

Ma quando vanno in Turchia dove vanno i ns.politici? ebbene ve lo dico io: Non vanno in mezzo al popolo a vedere che succede ma vanno in hotel 5 stelle e di li si muovono soltanto per fare le riunioni e  sparare cazzate. Ma basta andare e chiedere al popolo come vive per rendersi conto della situazione.

O sono veramente degli imbecilli perchè se non si sono resi conto di questo è veramente grave.Oppure come seconda opzione e io opto per questa sono dei delinquenti legalizzati che vogliono farci bere quello che gli pare. 

Lettera aperta al ministro Kyenge

Oggi  ho  assistito  al  dibattito  sulle  parole  pronunciate nei  confronti  della  ministra Kyenge, e lei  e  alcune  donne hanno  ribadito  che il nostro  paese  deve  essere  piu’  civile.

e tutti  a  difendere la  ministra,  che non  so  come  ha  fatto  a diventare  ministra.anche la presidente  della  camera:

Roma, 13 giu. Solidarietà alla ministra Cecile Kyenge dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. “Conosco Cécile Kyenge da tempo. Ho condiviso con lei battaglie di civiltà sui temi dell’immigrazione e dell’asilo. Le sono ancora più vicina oggi, dopo l’ignobile attacco di cui la ministra è vittima”, afferma in una nota, bollando le parole della consigliera leghista di un quartiere di Padova, Dolores Valandro, come “inaccettabili, intrise di razzismo e di odio. Sono ancora più gravi perché ad evocare lo stupro come punizione è stata una donna che riveste anche un ruolo politico”. “A Cécile Kyenge la mia solidarietà. Potrà sempre contare su di me”, assicura Boldrini. INFOPHOTO

Le  donne  scandalizzate si  sentono  tutte come  la  Kyenge….

«Le scuse a posteriori non affievoliscono la gravità e la profondità dell’offesa a Cècile Kyenge» lo afferma Grazia Baracchi, presidente della Conferenza delle elette della Provincia di Modena, esprimendo solidarietà alla ministra per l’Integrazione dopo «le indegne parole che le sono state rivolte dalla consigliera leghista Dolores Valandro».Baracchi, insieme a Marcella Valentini, assessore provinciale alle Pari opportunità, Francesca Ferrari, presidente della commissione alle Pari opportunità, e Barbara Maiani, consigliera di Parità, sottolinea inoltre che «la discussione deve rimanere sempre su un piano politico: si può non essere d’accordo con le idee espresse dalla ministra ma non è accettabile che si arrivi a rivolgerle parole così cariche di odio e violenza che offendono profondamente non solo la persona ma tutte le donne. Ancora una volta dobbiamo constatare che c’è chi non trova altro modo per esprimersi che usare un gergo che suscita solo sdegno, sconcerto e profonda amarezza».

Io  invece  non  solidarizzo  con  questa  ministra:

IO non  voglio  neanche  sentirla  parlare, non  voglio  sentire  i  suoi  consigli  di  civilta’, non accetto le  sue  lezioni  di  civilta’ da  una  che  viene  dal  Congo, un paese  dove  adoperate  i  bonghi  se  volete  sentire un po’  di musica.Se  ne  torni  nel  suo  Congo se vuole  combattere  per  le  donne, dove in media  capita  uno  strupro al minuto, qua  in Italia in media  capitera’ uno  stupro alla  settimana,  quindi  è  urgente  la  sua  presenza  in Congo..chissa’  perche’  bisogna  fare  tutto  queste  parole  per un’uscita infelice,  ma  sono  sempre  e  solo  parole,  quando  invece  in Congo  capitano  degli  stupri  realmente e  invec e non  dice  niente.MI ascolti,  vada  a  combattere in  Congo, poi un  giorno  se  avra’  tempo  ci viene  a  raccontare  come  l’hanno trattata, cosa  le  hanno  lasciato  fare  e dire….e mi  viene  da  chiedere se  sia  possibile e  anche  giusto mettere  un  ministro  congolose ,  e proprio  all’integrazione, è  come  mettere  arbitro un giocatore  del Milan  durante  il  derby MIlan  -Inter.

io  non voglio  essere  civilizzato  da  voi  congolesi, potrei  capire  se  un norvegese o  svedese ci  vuole  dare  dei  consigli, perche’ sono  dei  paesi piu’  civilizzati  di noi, ma non  possiamo  accettare  lezioni  di  civilta’ da voi congolesi.

solo  che  lei  rimarra’  qua  in  italia  con i suoi  20000  euro  al mese per  difendere  le  donne, perche’ è piu’  facile combattere  qua  in  italia  per  i  diritti  delle  donne  che  in  Congo..molto  piu’ facile.


1

 

Nel Paese africano un’indicibile ondata di violenza colpisce le donne

Nella repubblica democratica del Congo, da tempo piagata dalla guerra, vengono stuprate ogni giorno più di 1110 donne, quasi una al minuto. Un numero incredibile, e che sarebbe anche una stima conservativa secondo l’autrice dello studio, Amber Peterman, perché la violenza sessuale sulle ragazze di età inferiore ai quindici anni e alle donne sopra i quarantanove non è stata rilevata. Il direttore dell’Harvard Humanitarian Initiative parla della più grave crisi umanitaria della nostra epoca.

Perfino Angelina jolie andava in Congo  come  ambasciatrice  dell’onu nonostante  tutti gli  impegni  che  ha, non vedo  perche’ non  deve andare  lei  visto  che è  nata  li’-

Lettera aperta al ministro Kyenge

Oggi  ho  assistito  al  dibattito  sulle  parole  pronunciate nei  confronti  della  ministra Kyenge, e lei  e  alcune  donne hanno  ribadito  che il nostro  paese  deve  essere  piu’  civile.

e tutti  a  difendere la  ministra,  che non  so  come  ha  fatto  a diventare  ministra.anche la presidente  della  camera:

Roma, 13 giu. Solidarietà alla ministra Cecile Kyenge dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. “Conosco Cécile Kyenge da tempo. Ho condiviso con lei battaglie di civiltà sui temi dell’immigrazione e dell’asilo. Le sono ancora più vicina oggi, dopo l’ignobile attacco di cui la ministra è vittima”, afferma in una nota, bollando le parole della consigliera leghista di un quartiere di Padova, Dolores Valandro, come “inaccettabili, intrise di razzismo e di odio. Sono ancora più gravi perché ad evocare lo stupro come punizione è stata una donna che riveste anche un ruolo politico”. “A Cécile Kyenge la mia solidarietà. Potrà sempre contare su di me”, assicura Boldrini. INFOPHOTO

Le  donne  scandalizzate si  sentono  tutte come  la  Kyenge….

«Le scuse a posteriori non affievoliscono la gravità e la profondità dell’offesa a Cècile Kyenge» lo afferma Grazia Baracchi, presidente della Conferenza delle elette della Provincia di Modena, esprimendo solidarietà alla ministra per l’Integrazione dopo «le indegne parole che le sono state rivolte dalla consigliera leghista Dolores Valandro».Baracchi, insieme a Marcella Valentini, assessore provinciale alle Pari opportunità, Francesca Ferrari, presidente della commissione alle Pari opportunità, e Barbara Maiani, consigliera di Parità, sottolinea inoltre che «la discussione deve rimanere sempre su un piano politico: si può non essere d’accordo con le idee espresse dalla ministra ma non è accettabile che si arrivi a rivolgerle parole così cariche di odio e violenza che offendono profondamente non solo la persona ma tutte le donne. Ancora una volta dobbiamo constatare che c’è chi non trova altro modo per esprimersi che usare un gergo che suscita solo sdegno, sconcerto e profonda amarezza».

Io  invece  non  solidarizzo  con  questa  ministra:

IO non  voglio  neanche  sentirla  parlare, non  voglio  sentire  i  suoi  consigli  di  civilta’, non accetto le  sue  lezioni  di  civilta’ da  una  che  viene  dal  Congo, un paese  dove  adoperate  i  bonghi  se  volete  sentire un po’  di musica.Se  ne  torni  nel  suo  Congo se vuole  combattere  per  le  donne, dove in media  capita  uno  strupro al minuto, qua  in Italia in media  capitera’ uno  stupro alla  settimana,  quindi  è  urgente  la  sua  presenza  in Congo..chissa’  perche’  bisogna  fare  tutto  queste  parole  per un’uscita infelice,  ma  sono  sempre  e  solo  parole,  quando  invece  in Congo  capitano  degli  stupri  realmente e  invec e non  dice  niente.MI ascolti,  vada  a  combattere in  Congo, poi un  giorno  se  avra’  tempo  ci viene  a  raccontare  come  l’hanno trattata, cosa  le  hanno  lasciato  fare  e dire….e mi  viene  da  chiedere se  sia  possibile e  anche  giusto mettere  un  ministro  congolose ,  e proprio  all’integrazione, è  come  mettere  arbitro un giocatore  del Milan  durante  il  derby MIlan  -Inter.

io  non voglio  essere  civilizzato  da  voi  congolesi, potrei  capire  se  un norvegese o  svedese ci  vuole  dare  dei  consigli, perche’ sono  dei  paesi piu’  civilizzati  di noi, ma non  possiamo  accettare  lezioni  di  civilta’ da voi congolesi.

solo  che  lei  rimarra’  qua  in  italia  con i suoi  20000  euro  al mese per  difendere  le  donne, perche’ è piu’  facile combattere  qua  in  italia  per  i  diritti  delle  donne  che  in  Congo..molto  piu’ facile.


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Nel Paese africano un’indicibile ondata di violenza colpisce le donne

Nella repubblica democratica del Congo, da tempo piagata dalla guerra, vengono stuprate ogni giorno più di 1110 donne, quasi una al minuto. Un numero incredibile, e che sarebbe anche una stima conservativa secondo l’autrice dello studio, Amber Peterman, perché la violenza sessuale sulle ragazze di età inferiore ai quindici anni e alle donne sopra i quarantanove non è stata rilevata. Il direttore dell’Harvard Humanitarian Initiative parla della più grave crisi umanitaria della nostra epoca.

Perfino Angelina jolie andava in Congo  come  ambasciatrice  dell’onu nonostante  tutti gli  impegni  che  ha, non vedo  perche’ non  deve andare  lei  visto  che è  nata  li’-