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17/05/2009

MA LA STORIA VA AVANTI O TORNIAMO INDIETRO DI 50 ANNI???

Vanity Fair, 13 maggio 2009

Probabile che Matteo Salvini, il leghista che chiede posti prioritari per i milanesi sul metrò, sappia nulla di Rosa Parks e della sua storia lucente. Rosa Parks era una donna nera di Montgomery, Alabama. Quando l’1 dicembre 1955 decise di sedersi in uno dei posti dell’autobus riservato ai bianchi, aveva 42 anni. Lavorava come sarta in un grande magazzino. Stava tornando a casa e aveva avuto una giornata dura. Rimase seduta per una manciata di fermate. Poi salirono dei bianchi. Il conducente le ordinò di alzarsi. E lei, che lo aveva fatto mille altre volte, rispettando la legge dell’Alabama che riservava ai negroes gli ultimi posti in fondo all’autobus, decise di disobbedire: “Non mi alzo”. Il conducente fermò l’autobus, chiamò due poliziotti che arrestarono Rosa Parks. 

Per protesta la comunità afroamericana, guidata dal giovane reverendo Martin Luther King, decise che nessun nero sarebbe più salito sugli autobus di Montgomery, fino a quando non fosse stata cancellata la segregazione razziale. Il boicottaggio durò 381 giorni. Durante i quali tutti i neri andavano a piedi, oppure in automobili strapiene, oppure in bicicletta, e gli autobus vuoti rimanevano nelle rimesse. Il 19 dicembre 1956 la Corte Suprema degli Usa - su richiesta dei difensori di Rosa Parks, condannata a 10 dollari di multa - dichiarò incostituzionali le leggi della segregazione. Il giorno dopo Martin Luther King e il reverendo bianco Glen Smith salirono sull’autobus e si sedettero uno di fianco all’altro. Oggi quell’autobus è in un museo, Rosa Parks sta nel cielo dei giusti, Obama abita alla Casa Bianca, e Matteo Salvini fa il capogruppo della Lega a Milano. 
(Foto di rbanks da flickr.com)

 

TUTTI VENDUTI!!!!!

EBBENE, MI  DISPIACE DIRLO, MA IN  ITALIA, MOLTE PERSONE NON HANNO PIU' IDEALI E SI VENDONO, CHI PER  UN TOZZO DI PANE, CHI  MAGARI PER TANTI SOLDI (CHI DA VIA  UNA PARTE  DEL  PROPRIO CORPO, MAGARI  SU UNA STRADA,E FORSE  NON  SONO I PEGGIORI,CHI LO  FA  IN PROSPETTIVA  FUTURA, SANTA NOEMI DA NAPOLI, CHI FA UN LAVORO COME   ENRICO MENTANA  BEN RETRIBUITO-HO FINITO  DI GUARDARE  LA  VIDEO CASSETTA  DI SABINA  GUZZANTI "UNA RAGAZZA  TERRA E  SAPONE" del 2001 E GIA' ALLORA  ANCHE LEI  DICEVA DI MENTANA  CHE SEBBENE FACESSE TANTO L'INDIPENDENTE, ERA  IL PIU'  SERVO DI TUTTI, CHE LO SAPETE CHE  L'ADORO QUESTA RAGAZZA, ANDATE  A GUARDARE QUALCOSA DI LEI....E CAPIRETE IL PERCHE'  - E  ANCHE CHI  PER  UNO STIPENDIO NORMALE,  COME  QUEI RAGAZZI CHE HANNO  ESEGUITO DEGLI ORDINI  CHE NON RITENEVANO GIUSTI....

COME POTETE LEGGERE  NELL'ARTICOLO  SOTTO RIPORTATO...

MA  CARI RAGAZZI  CHE LAVORATE  NELLE FORZE  ARMATE, VA BENE  CHE  I MILITARI  SONO  SEMPRE  BEN PAGATI,  ANCHE NELLE DITTATURE,  ANZI I DITTATORI SANNO  CHE SICCOME  LE  FORZE MILITARI LO PROTEGGONO, SARANNO SEMPRE GLI ULTIMI A  NON ESSERE PAGATI, MA CARI  RAGAZZI, QUANDO  VI CHIEDERANNO DI SPARARE  ANCHE  SULLA FOLLA INERME,COME  è SUCCESSO IN  TANTE NAZIONI, VOI  COSA FARETE,  GUARDERETE AL VOSTRO STIPENDIO  O ALLA  VOSTRA  COSCIENZA????FINORA , DALLA CINA  ALLA RUSSIA, DALL'IRAQ A CUBA, IN  ARGENTINA  E  COSI' VIA, IL SOLDATO  HA  SEMPRE E SOLO GUARDATO AL SUO STIPENDIO....SEMPRE..

è TRISTE DIRLO , MA è COSI'....

MA SE  TI  DANNO UN  ORDINE E  HAI  UNA COSCIENZA, NON  SEI CAPACE  A RIFIUTARTI????  O LA  TUA  COSCIENZA VIENE  RIPRISTINA  ANDANDO A  PIANGERE  IL GIORNO  DOPO  A  DUE  GIORNALISTI DICENDO  CHE  NON LO  VOLEVI FARE???? MA  SIETE  UOMINI  O  CAPORALI???DICEVA QUALCUNO!!!!

“Ho eseguito gli ordini ma mi vergogno. Quei disperati ci chiedevano aiuto”

di Francesco Viviano
(Giornalista)

da Repubblica.it del 9 maggio 2009

Lampedusa - “È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del “respingimento”.

“Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia - aggiunge - ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”.

Parlano i militari delle motovedette italiane - quella della Guardia di Finanza, la “Gf 106” e quella della Capitaneria di porto, la “Cpp 282” - appena rientrati dalla missione rimpatrio.

Sono stati loro a riportare in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia.

Un “successo”, lo ha definito il ministro Maroni, che finanzieri e marinai delle due motovedette non condividono anche se hanno eseguito quegli ordini.

Niente nomi naturalmente, i marinai delle due motovedette rischierebbero quanto meno una punizione se non peggio.

Ma molti non nascondono il loro sdegno per quello che hanno vissuto e dovuto fare.

“Eravamo impegnati in altre operazioni - dicono fiamme gialle e marinai della capitaneria - poi improvvisamente è arrivato l’ordine di andare a soccorrere quelle tre imbarcazioni, di trasbordarli sulle nostre motovedette e di riportarli in Libia”.

Non è stato facile, a bordo di quelle carrette del mare c’erano donne incinte, tre bambini e tutti gli altri che avevano tentato di raggiungere Lampedusa.

“Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell’inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita”.

A bordo hanno anche pregato Dio ed Allah che li aveva risparmiati dal deserto, dalle torture e dalla difficile navigazione verso Lampedusa.

Ma si sbagliavano, Roma aveva deciso che dovevano essere rispediti in Libia. “Nessuno di loro lo aveva capito, ci chiedevano come mai impiegavamo tanto tempo per arrivare a Lampedusa, rispondevamo dicendo bugie, rassicurandoli”.

La bugia non è durata molto, poco prima dell’alba qualcuno ha notato che le luci che vedevano da lontano non erano quelle di Lampedusa ma quelle di Tripoli. Alla fine i marinai italiani sono stati costretti a spiegare: “Non è stato facile dire a tutta quella gente che li avevamo riportati da dove erano partiti. Erano stanchi, avevano navigato con i barconi per cinque giorni, senza cibo e senza acqua. Non hanno avuto la forza di ribellarsi, piangevano, le donne si stringevano i loro figli al petto e dai loro occhi uscivano lacrime di disperazione”.

Lo sbarco a Tripoli è avvenuto poco dopo le sette del mattino: “Vederli scendere ci ha ferito tantissimo. Ci gridavano: “Fratelli italiani aiutateci, non ci abbandonate””.

Li hanno dovuti abbandonare, invece, li hanno lasciati al porto di Tripoli dove c’erano i militari libici che li aspettavano.

Sulla banchina c’erano anche i volontari delle organizzazioni umanitarie del Cir e dell’Onu, ma non hanno potuto far nulla, si sono limitati a contare quei disperati che a fatica, scendevano dalla passerelle delle motovedette per tornare nell’inferno dal quale erano scappati.

Le donne sono state separate dagli uomini e portati in “centri d’accoglienza” vicino Tripoli.

Non si sa che fine faranno.

Solo uno è riuscito a sfuggire al rimpatrio. Un ventenne del Mali che aveva intuito cosa stava succedendo a bordo e si era nascosto sotto un telone. Ha messo la testa fuori solo quando la motovedetta della Finanza è attraccata a Lampedusa, ha aspettato che a bordo non ci fosse più nessuno e poi è sceso anche lui. È stato rintracciato mentre passeggiava nelle strade dell’isola ed ha subito confessato. Adesso si trova nel centro della base Loran di Lampedusa. Un miracolat

 

13/05/2009

SAREBBE MEGLIO CHE INNANZITUTTO QUESTO GOVERNO INIZIASSE A GARANTIRCI LA SICUREZZA

LE RONDE SONO ANTICOSTITUZIONALI

QUESTO GOVERNO NON E' IN GRADO DI GARANTIRCI NEPPURE LA SICUREZZA

MA ALLORA A COSA CI SERVE?

Nel parere all’ultimo decreto sicurezza firmato dal titolare del Viminale Roberto Maroni, approvato dal plenum, l’organo di autogoverno delle toghe mette in discussione il fatto che alle ronde «sia affidato il compito di segnalare eventi che possono arrecare danni alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di degrado sociale». Secondo i consiglieri, infatti, questa fumosità nella definizione delle situazioni da segnalare affiderebbe alle ronde un «troppo elevato tasso di discrezionalità» nella scelta dei casi da segnalare e questo porterebbe, in buona sostanza, a una generale confusione.

Dubbi anche sul registro al quale le associazioni devono obbligatoriamente iscriversi per esercitare l’attività di presidio territoriale: l’iscrizione, infatti, non equivarrebbe ad autorizzazione a operare, ma sarebbe «un mero accertamento della titolarità dei requisiti necessari a operare», con un rinvio a un successivo decreto ministeriale definito dal Csm «troppo lacunoso». Inoltre, il Csm solleva anche dubbi di natura costituzionale: il dl, infatti, non prevede esplicitamente che «le associazioni non debbano avere nè natura nè finalità di ordine politico». Questo, secondo le toghe, violerebbe il comma 2 dell’articolo 18 della Carta, che vieta di costituire «associazioni che, anche indirettamente, perseguano scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare». Per carattere militare si intende non solo il possesso di armi, ma anche, è spiegato nel parere, «una gerarchia interna di tipo militare e il ricorso a uniformi»

ALLORA E' PROPRIO VERO CI STIAMO AVVICINANDO ALLA ANTICA RICETTA DELL'OLIO DI RICINO

Gianni Iviglia

11/04/2009

PERCHE' NON PUOI ANDARE TU AL POSTO LORO?

SE NON CREDETE A MA CREDERETE AI VOSTRI FIGLI

10/04/2009

PERCHE' I NOSTRI GENI SE NE VANNO

ORMAI CI SIAMO ABITUATI

E' NORMALE !

ECCO PERCHE' I NOSTRI GENI SE NE VANNO

E siamo alle solite e sino a che ci sarà questo governo che se non hai appoggi o conoscenze non sei tenuto in considerazione andremo avanti di questo passo.

E poi le cose vanno male perché in questo modo non ci sarà mai la persona giusta nel posto giusto.

Questo succede in tutti i settori; dall' arte alla scienza alla tectica e cosi' via.

Ieri é toccato al nostro ricercatore Gianpaolo Giuliani che, dopo ave avvertito scrupolosamente i risultati della sua ricerca è stato preso sotto gamba come sempre e sottolineo come sempre succede se non hai amicizia altolocate del loro giro.Cosi' ha pure a suo carico una denuncia di procurato allarme.

Io al posto di quel sindaco avrei fatto evaquare tutti e poi se quel signore aveva torto lo avrei fatto finire in galera per il resto dei suoi giorni.

A questo punto mi sorge una domanda: Questo sindaco Fabio Federico si dovrebbe ritenere colpevole di tutte quelle vittime? Anche perché Giuliani a quanto risulta é un tecnico che si occupa da anni di queste ricerche.O forse le mancavano solo le conoscenze giuste per poter far ascoltare la sua voce?

Ma l'italia é questa qualsiasi ricercatore, scienziato, tecnico ,artista ,scrittore e cosi' via se non entra e chiaramente pagando per entrarci nelle alte sfere, non é e non sarà mai preso in considerazione.

COSI' STA FUNZIONANDO ATTUALMENTE L' ITALIA PERCHE' NON PROVIAMO AD UNIRCI PER CAMBIARLA?

ITALIA 2009

09/04/2009

BERLUSCONI,BURATTINO O BURATTINAIO?

08/04/2009

MA ALLORA E' VERO I TERREMOTI SI POSSONO PREVENIRE MANCA SOLO LA BUONA VOLONTA' DEL GOVERNO AD AIUTARE I NOSTRI TECNICI

  1. Gli atenei «credono» nel radon:
    previsioni possibili

Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli

Pier Francesco Biagi è docente di Fisica all’Università di Bari. Studia il radon e i disturbi sui segnali radio. «I sistemi per prevedere un terremoto già esistono — dice —, è che mancano i soldi per perfezionarli. A differenza dei miei colleghi sono convinto che non è impossibile prevedere un sisma, ci riusciremo. Fu proprio Boschi, oggi nemico dei precursori, a fare la previsione del 1985». E spiega: «Nel 2005 abbiamo presentato un progetto alla Regione per l’installazione di 25 centraline per il rilevamento di radon e stazioni radio a bassa frequenza (alcune anche nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate».

SONO LORO I COLPEVOLI DI QUESTA CRISI

07/04/2009

COME E' POSSIBILE CHE NON SAPPIANO CHE

E IL GOVERNO INIZIA A DOMANDARSI

COME MAI PALAZZI NUOVI E COSTRUITI CON CRITERI ANTISISMICI SONO CROLLATI?

Loro sono gli unici a non sapere che le imprese a cui danno gli appalti costruiscono le opere al risparmio non a norma di legge.Ma loro fatta la legge se ne lavano la mani.No signori il vostro compito non é solo quello di fare leggi ma sopratutto é quello di farle rispettare.Ma non si chiedono come questi impresari possono arricchirsi cosi' a dismisura in cosi' breve tempo?Ma i loro enti di controllo a cosa servono?Io credo di saperlo : ad arricchirsi tutti insieme alle nostre spalle.Se noi del popolo denunciamo i fatti di cui siamo a conoscenza rischiamo di fare una brutte fine.Perché ci mettiamo contro a gente senza scrupoli e loro non ci assicurano nessuna protezione.E per finire ci chiamano mafiosi perché non parliamo.Loro non capiscono o fanno finta di non capire che noi da soli non possiamo metterci contro impresari come Romeo o simili. Ma se noi sappiamo chi sono questi loschi personaggi e loro no, o sono degli imbecilli o sono dei delinquenti daccordo con gli stessi.In tutti e due i casi non meritano di stare al posto che stanno.

Lascio a voi riflettere e trarne le debite conclusioni!!!

Gianni Iviglia

 

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