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“A. A. A. offresi interviste di Patrizia che accusa Berlusconi di ogni cosa”

Un misterioso interlocutore contatta tv e giornali per vendere nuovi “scoop” sui rapporti fra la escort barese e il premier. Intanto si scatenano gag e barzellette. Crozza: “Palazzo Grazioli era una casa aperta perchè non la controllavano. Se l’avessero controllata, sarebbe stata una casa chiusa”

20090617_berlusconi-daddario.jpgROMA, 24 giugno 2009 –  “Dopo il botto, spunta l’agente – scirve Emilio Gioventà su dagospia.com – La vicenda di Patrizia D’Addario si arricchisce di un nuovo personaggio e di nuovi misteri. Si tratta di una persona che in questi giorni sta freneticamente contattando le redazioni giornalistiche specie di importanti emittenti televisive per piazzare interviste con la ragazza che sostiene di aver partecipato a feste, dietro compensi, nelle dimore di Silvio Berlusconi. Il che risulta strano, visto che da quando è scoppiato il caso, la D’Addario è assistita dall’avvocato Maria Pia Vigilante, professionista molto nota a Bari, promotrice del comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati e presidente della onlus Giraffa (Gruppo indagine e resistenza alla follia femminile), impegnata contro lo sfruttamento della prostituzione.

Battute di Maurizio Crozza, il comico de La7: “Prendiamo Palazzo Grazioli, non lo controllavano, era una casa aperta. Se lo controllavano era una casa chiusa». «Per venire qui mi hanno mandato una macchina, una Ford. Mi hanno chiesto: ‘Vuoi una Escort?’ E io: ‘No, lasciamo stare’». Infine conclude: «Nel dubbio ho registrato tutto, adesso se non mi date un seggio all’Onu mando tutto ai giornali».

Berlusconi fa il Mustafà con Uma Thurman. Racconta Dagospia:”Ah, il premier. Silvio Berlusconi una ne fa, cento ne pensa. Ne sa qualcosa Valentino Valentini, deputato e consigliere di Berlusconi. Si racconta che durante la sua festa di compleanno, presente anche il premier, in un noto locale ci fosse, per altri motivi, anche l’attrice Uma Thurman. La sua bellezza non sfugge ai commenti del festeggiato e dei suoi ospiti. Alla classica frase «mi piacerebbe conoscerla», si sarebbe immolato proprio Berlusconi che avvicinatosi all’attrice americana le ha detto: Cara Uma, sa chi è l’amante più focoso? Un arabo. e quello più galante? Un napoletano. Ecco, le presento Mustafà Esposito». E giù risate. (Emilio Gioventù)

NOEMI A VOTARE CON LA SCORTA:MA SIAMO PAZZI?

 E al seggio scoppia la bagarre

Per il suo esordio da elettrice la 18enne di Portici si è presentata con occhiali scuri, capelli sciolti e abito nero, è stata scortata dal padre fino alle urne e dalla municipale fuori dal seggio.

E al seggio scoppia la bagarre

Per il suo esordio da elettrice la 18enne di Portici si è presentata con occhiali scuri, capelli sciolti e abito nero, è stata scortata dal padre fino alle urne e dalla municipale fuori dal seggio.

Noemi Letizia vota, accompagnata dal padre e dalla madre e al seggio, a Portici (Napoli) scoppia una polemica sulle procedure adottate. Noemi è la ragazza al centro del caso scoppiato per l’amicizia con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che il premier aveva partecipato alla sua festa di 18 anni, lo scorso aprile.

La giovane doveva votare alla sezione 62 del quarto Circolo didattico di Portici, da ieri assediato dalla stampa. Quando è arrivata le porte sono state chiuse, per il tempo del voto, e si sono registrati momenti di tensione, con forti proteste dei giornalisti, anche a causa della decisione di accogliere la richiesta della giovane di farsi accompagnare fino all’urna dal padre, Benedetto Letizia, estraneo al seggio perchè iscritto in altra sezione.

Noemi Letizia per il suo esordio da elettrice si è presentata con occhiali scuri, capelli sciolti, abito nero elegante ed alla fine, scortata da alcuni agenti della polizia municipale, è andata via su una Mercedes, senza dire una parola. “Vergogna, scortate un cittadino!”, ha gridato un gruppo di persone che si trovavano all’esterno del seggio di Portici.

BERLUSCONI LO SAPEVI CHE GLI ALUNNI DI UNA SCUOLA IN SICILIA PER SEGUIRE LE LEZIONI DEVONO COMPRARSI I BANCHI?

Il preside ha avvertito i genitori pochi giorni fa: «Sono quasi certo che per dare un avvio regolare all’anno scolastico dovrò chiedere la vostra collaborazione». Ovvero, per mandare a scuola i figli dovranno sobbarcarsi una colletta da 120 euro ciascuno per comprare sedie, banchi e lavagne.

Accade a Catania, all’istituto comprensivo Parini, scuola nella zona mare, con elementari e medie, molte famiglie benestanti, liberi professionisti, medici. Quest’anno si sono formate due prime elementari che chiedevano il tempo pieno: in totale 44 bambini, e quindi 44 sedie, 44 banchi, 2 cattedre, 2 lavagne, 2 armadi e 2 aule da mettere a disposizione.

Il preside, Giuseppe Adernò, ha fatto una verifica e si è reso conto di avere le aule ma non il resto. E quindi ha scritto una lettera ai genitori e li ha convocati per il 18 giugno a scuola per discutere. Finora padri e madri dei bambini delle scuole statali si erano visti chiedere sempre più spesso soldi per la carta igienica o per i fogli. Ma la richiesta di Giuseppe Adernò è molto diversa. Per l’entità della colletta ma anche per quello che andrebbe finanziato.

«Facciamo attenzione – avverte Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil – qui si sta chiedendo qualcosa di illegale. Si chiede ai genitori di farsi carico del finanziamento strutturale della scuola. Capisco molto bene le difficoltà del caso ma si tratta di una spesa di competenza comunale. E il preside rischia una denuncia: non si possono chiedere contributi per la scuola dell’obbligo».

I genitori delle due classi del Parini, infatti, non sono stati molto contenti di sapere di dover pagare da soli i banchi e la riunione del 18 si annuncia abbastanza movimentata, ma Giuseppe Adernò è convinto. «Vorrei far capire che ci vuole senso di responsabilità, che non ci si può più aspettare tutto dallo Stato e che senza il contributo dei genitori anche la scuola pubblica si ferma. Quest’anno i miei alunni hanno potuto avere il servizio mensa perché l’hanno pagato i loro genitori: il Comune è riuscito a bandire solo in ritardo la gara e il servizio è iniziato a marzo, quando l’anno scolastico stava per terminare».

Certo, tutto questo accade a Catania, città dalle finanze disastrate: centinaia di milioni di euro di buco e l’ex-sindaco Umberto Scapagnini rinviato a giudizio insieme a due dirigenti e 16 ex assessori. Ma è anche vero che il governo aveva provveduto a inviare lo scorso ottobre un aiuto da 140 milioni di euro.

Giuseppe Adernò è andato a bussare alla porta del Comune il 26 maggio. Ha scritto una lettera al sindaco e all’assessore alle Politiche scolastiche per chiedere i 44 banchi, le 44 sedie, le 2 cattedre, i 2 armadi, le 2 lavagne. Costo della richiesta: 5 mila euro. In questi casi, in genere, si procede con una gara e un mutuo ma il comune di Catania nelle condizioni in cui è non può chiedere aiuto alle banche. L’acquisto insomma dovrebbe essere fatto con fondi municipali.

«Ho incontrato due giorni fa l’assessore – spiega Adernò – mi ha detto che il problema si risolverà, mi ha assicurato di aver predisposto un monitoraggio nelle altre scuole della città per capire se esistano arredi in più da portare nelle nostre due nuove prime elementari». Insomma si sta tentando di recuperare qualche banco e qualche sedia qui e lì, in giro per Catania. «Ho fatto anch’io alcune telefonate ma non mi sembra che si trovi nulla».

L’assessore alle Politiche Scolastiche, Sebastiano Arcidiacono, invece, è ottimista: «Abbiamo qualche mese di tempo. Troveremo una soluzione, si tratta di cinquemila euro, non è un problema insormontabile».

Tre mesi di tempo, quindi: nel frattempo i genitori non sanno se e come i loro figli andranno a scuola. Se il comune non riuscisse a trovare i fondi e se i genitori non dovessero essere tutti d’accordo a finanziare banchi e sedie che cosa potrebbe accadere? «Quello che possiamo dare, lo daremo. Quello che non possiamo dare, non lo daremo», risponde Adernò.

D LA STAMPA 06/06 2009

DOVE ESISTE ANCORA LA LIBERTA’ DI STAMPA DANNO RAGIONE AL “EL PAIS”

La presidentessa della federazione delle associazioni dei giornalisti Spagnoli (FAPE) Magis Iglesias Ieri ha detto “ERA HORA” al giornale EL PAIS per la sua esclusiva fotografica Su Berlusconi e ha dimostrato il suo appoggio contro la querela che Berlusconi ha annunciato contro EL PAIS.Iglesias ha dichiarato che Berlusconi é libero di fare qullo che gli pare e che saranno poi i tribunali a decidere.Ha in oltre dichiarato che dal punto di vista professionale e giornalistico EL PAIS ha tenuto un comportamento corretto.In oltre ha ha ancora dichiarato che pubblicando le foto hanno dimostrato di essere dei buoni professionisti,perché hanno cancellato i visi delle persone che non sono addetti a incarichi pubblici,preservando la loro intimità e che era ora di mettere in piazza gli abusi che sta commettendo il Presidente Berlusconi avvalendosi della sua nomina di Presidente del consiglio Italiano

06/06/2009 Gianni Iviglia

ANCORA BERLUSCONI FOTO E AEREI DI STATO USATI IMPROPRIAMENTE

 

Berlusconi: “Foto innocenti”
Ma querela El Pais e Repubblica

ROMA – Nessun commento diretto alla pubblicazione, ma un concetto che torna a ribadire come un mantra: “C’è una violazione della privacy inaccettabile”. E due querele al giornale spagnolo El Pais e a Repubblica. Dopo

le maratone tv di ieri, con poco o nessun contraddittorio, Berlusconi torna ad imperversare sui media. A Radio Anch’io il presidente del Consiglio definisce le foto delle feste a Villa Certosa, in parte pubblicate sul quotidiano spagnolo El Pais

, immagini “assolutamente innocenti”.

Annunciata azione legale. Subito dopo l’avvocato del premier Niccolò Ghedini ha denunciato El Pais per la publicazione delle foto. E in serata è Berlusconi che annuncia un’azione legale anche contro la Repubblica che “ha utilizzato il trucchetto di pubblicare le foto” del giornale spagnolo. “Ma vadano tutti a quel pais: sono davvero molto scocciato”, ha detto il presidente del Consiglio durante la registrazione di Matrix. “Sono fotografie – spiega il legale del premier – che provengono da reato, visto che sono state sequestrate qui in Italia proprio perché si ritiene che siano frutto di un comportamento anti-giuridico e quindi di un illecito penale; perciò è evidente che non possono essere acquistate da nessuna parte del mondo”. Non solo. Ghedini annuncia anche “un’azione in sede civile per chiunque ripubblichi in Italia le fotografie apparse su El Pais“, e il Garante per la privacy richiama al rispetto delle regole e giudica le immagini illecite perché riprese in un’abitazione privata, senza il consenso delle persone interessate. Ma dal quotidiano spagnolo spiegano: “Le vicende di Berlusconi riguardano tutta l’Europa”.

Da la repubblica 06/06/2009

Scontro con l’Unità.

Ghedini annuncia querela anche all’Unità. “Sono state sostenute da Berlusconi tutte le spese per i voli dei mezzi della flotta Fininvest che il presidente del Consiglio usa per ragioni personali ed ai quali, per motivi di sicurezza, è stata data la qualifica di voli di stato”. Il giornale diretto da Conchita De Gregorio che oggi ha pubblicato un servizio nel quale si riferisce che quattro aerei ed un elicottero di società private che fanno capo a Fininvest sono stati classificati voli di stato.

“Ho qui l’attestazione della società Alba servizi – dice Ghedini, riferendosi ad una delle due società citate dal quotidiano – che conferma come la qualifica volti di stato sia stata conferita a tutti gli apparecchi privati che il presidente del consiglio usa per ragioni personali, ma solo per motivi di sicurezza perchè in questo modo si possono avere degli slot preferenziali e c’è un diverso controllo radar”.

Il Copasir chiede informativa a Palazzo Chigi. Nel frattempo, il Comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir), avrebbe già trasmesso a Palazzo Chigi una “dettagliata richiesta” per ottenere un quadro completo di informazioni sull’utilizzo dei voli di stato della Compagnia aeronautica italiana Cai. La richiesta riguarderebbe l’utilizzo dei voli negli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2009.

La maratona sui media del premier. Sul caso delle foto a Villa Certosa, Berlusconi è intervenuto stamattina a Radio Anch’io: “E’ scandaloso che si possano fare delle foto con dei teleobiettivi entrando nel privato delle persone. Le persone fotografate a Villa Certosa sono state aggredite”.

El Pais: “Siamo tranquilli”. Poi aggiunge: “Sulla vicenda non ci sono versioni contrastanti. Sono state tutte invenzioni della stampa. Non ho dato risposte, ritenendo mio diritto non parlare di cose che ritengo fatti miei personali”. Non la pensa così il direttore della comunicazione del Pais, Juan Cruz, che giudica “le vicende di Berlusconi interessanti non solo per l’Italia ma per tutta Europa”: “E’ normale che qualcuno possa sentirsi offeso e reagire – ha detto Juan Cruz – ma noi siamo tranquilli. Abbiamo fatto il nostro lavoro. Crediamo che sia un diritto per il pubblico sapere cosa c’è dietro la polemica italiana su queste fotografie, sull’attività pubblica e privata del signor Berlusconi”.

In merito alle dieci domande poste da Repubblica al premier italiano, Berlusconi a Radio anch’io ha ribadito: “L’unica domanda alla quale dovevo rispondere da premier era ‘Ci sono stati rapporti piccanti?’, e ho risposto di no”.

Una signora telefona e domanda: “Noemi è sua figlia? C’è anche una certa somiglianza”, e Berlusconi risponde: “Signora non creda a tutte le storie messe in giro…”. Il premier torna così a parlare di “pura invenzione, calunnia staccata dalla realtà, di cui la sinistra ha approfittato non avendo programmi e nemmeno leader presentabili”.

E il signor Letizia autista di Craxi? “Non l’ho mai detto, è stato un senatore del Pdl che è caduto in un equivoco”, sostiene il Cavaliere. “Ci ho messo anche sopra un giuramento sui miei figli, un presidente del Consiglio spergiuro dovrebbe andarsene subito”. E ancora: “Non sono mai stato in una stanza da solo con questa ragazza. Se qualcuno dimostrasse che il presidente del Consiglio è uno spergiuro dovrebbe dimettersi un minuto dopo e andare a nascondersi”.

Nell’intervista il premier affronta anche la questione dei voli di Stato, sostenendo che “ne abbiamo fatti più del governo precedente perché abbiamo lavorato di più e ci siamo trovati in mezzo ad una crisi internazionale, per cui dobbiamo andare spesso in giro per il mondo per delle riunioni”.

A chi gli chiede, infine, se la vicenda avrà ripercussioni sui rapporti con la Chiesa, risponde netto: “Se c’è un governo che è vicino ai cattolici è questo, tanto che un alto esponente del Vaticano ha definito i rapporti tra il governo e la Santa Sede i migliori rispetto a tutti i precedenti governi”.

Da la Repubblica 06/06/2009

IN INGHILTERRA UN MINISTRO SI DIMETTE PER 70 STERLINE E IN ITALIA COSA ASPETTANO?

Jacqui Smith addebitò ai contribuenti 67 sterline
(circa 70 euro) per due film porno presi dal marito

GB, si dimette il ministro dell’Interno
nuova vittima dello scandalo rimborsi

Fece anche passare la casa della sorella per la propria seconda abitazione
Al suo posto forse il Cancelliere dello Scacchiere Darling, coinvolto nelle polemiche

LONDRA – Jacqui Smith, ministro degli affari Interni del Regno Unito, sarebbe sul punto di dimettersi sull’onda dello scandalo dei rimborsi inappropriati che ha travolto il Parlamento. “Fonti attendibili hanno confermato che Jacqui Smith ha raggiunto questo tipo di accordo con il primo ministro”, ha detto il reporter di Sky News Joey Jones. La titolare dell’Interno è finita sotto accusa per aver fatto pagare ai contribuenti due film porno per il marito e la casa della sorella.

Un portavoce dell’ufficio della Smith ha dichiarato di non poter né smentire né confermare la notizia. La sensazione prevalente è che Gordon Brown procederà a un rimpasto dei ministri per dare respiro al suo governo una volta passata la tornata elettorale, che si preannuncia disastrosa per il New Labour già in crisi di consensi.

Indiscrezioni riportate dalla stampa britannica lasciano intendere che il sacrificio della Smith permetterebbe a Gordon Brown, sempre più in disgrazia, di spostare agli Interni il suo uomo di fiducia, il Cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling. Quest’ultimo oltre ad avere accumulato una serie di gaffe clamorose ha anche chiesto il rimborso spese per una casa privata mentre risiedeva come tutti i ministri delle Finanze britannici al numero 11 di Downing Street. Dal governo le voci sono state definite “semplici speculazioni indegne di un commento”.

Smith era finita nel ciclone dello scandalo sui rimborsi spese gonfiati da alcuni parlamentari inglesi, per aver inserito anche la casa della sorella tra le spese, facendola passare per la propria seconda abitazione. Ma soprattuto per un’altra nota spesa a carico del contribuente: i film porno a pagamento guardati dal marito. A rivelare lo scandalo, ancora una volta, un giornale: il Daily Express. Jacqui Smith aveva detto di essere “furiosa” per questi film di cui non sapeva nulla e che erano stati visti quando lei non era in casa. Così, si era detta pronta a pagare le 67 sterline (circa 70 euro) per i servizi di ‘pay per view’ inseriti “per errore” nella nota spese. Ma lo scandalo britannico dei rimborsi gonfiati, costato il posto a Michael Martin, speaker della camera dei Comuni, vede il ministro in buona compagnia.
Secondo le rivelazioni del Daily Telegraph, i deputati, che in questo Paese hanno un salario di 60 mila sterline l’anno (la metà di quelli italiani), hanno messo in conto allo Stato una serie di spese violando la legge: per esempio facendosi rimborsare un mutuo già estinto, o (è il caso di due deputati sposati tra loro) chiedendo un doppio rimborso per una singola “seconda casa”.

La maggior parte delle richieste sono risultate invece legittime, in base alla legge, ma ‘ingiuste’ eticamente, come ha detto David Cameron, leader dei conservatori: farsi rifare la piscina, il campo da tennis, acquistare nuovi elettrodomestici, comprare perfino cioccolatini e assorbenti. Il tutto a spese dello Stato, ossia del contribuente, e in tempi di crisi. Notizie che hanno suscitato indignazione nell’opinione pubblica e anche nella regina Elisabetta II.
Da la repubblica  03/06/09

PAPI SILVIO INCOMINCIA A PERDERE COLPI??

da  voglioscendere.it

Sarà che dorme tre ore per notte (“per altre tre faccio l’amore”, dixit), sarà che ultimamente gli è andato di traverso tutto: la gita a Casoria dalla bimba, il campionato del Milan, le passeggiate elettrorali tra le salme e le macerie a L’Aquila, la festicciola l’altra sera a Sharm El Sheik dal suo amico Umberto Smaila, e pure il benedetto matrimonio con Veronica, ma da qualche settimana il Cavaliere non è più lui. Ride tirato persino da Vespa. Per il resto gira funereo, reagisce irascibile, litiga con tutti. Con l’Onu e con i vescovi per il respingimento degli immigrati. 
Litiga con il presidente Giorgio Napolitano che gli proibisce di nominare ministro della Sanità il suo medico personale Ferruccio Fazio, scienziato della nidiata San Raffaele. 
Litiga con il ministro Giulio Tremonti che se ne frega dei miliardi promessi dal Cavaliere ai terremotati (prima 6, poi 8, poi 12) e gliene concede uno solo subito, altri 4 nei prossimi 24 anni, niet su tutto il resto, addio al Ponte sullo Stretto.  
Litiga con il presidente della Camera Gianfranco Fini per le nomine Rai (che al momento saltano) per le veline, che dovuto ritirare, per gli sbarchi, per i decreti legge, e per tutte le forzature costituzionali che invece continuano. 
Litiga con la Lega per il suo appoggio al referendum elettorale, ideato dall’astuto Mariotto Segni, che se approvato rischierebbe di consegnargli definitivamente l’intera Italia. 
Litiga persino con Paolo Guzzanti, giornalista, imitatore, senatore azzurro, che dopo una decina d’anni di velluti rossi e penombre si è accorto della mignottocrazia imperante in quegli stessi paraggi, coerente, dice lui, con la prossima deriva autoritaria del suo (ex) leader. 

Non placa l’ira di Silvio neppure la sua mitologica biografia a colori, appena varata dall’amico Vittorio Feltri, quello di Libero. E’ tutto roba vecchia, edulcorata e farlocca, ma lucidata come nuova. Lo stile è pura Corea del Nord. Irresistibile persino ai depressi. Parte da Silvio bimbo che gioca con un telefono e la didascalia che recita: “Gli piaceva giocare con il finto telefono. “Oggi – dice il presidente del Consiglio – quello vero suona in continuazione e mi diverte molto meno”. Le immagini sono da antologia. Il senno è quello di Renato Farina, giornalista e agente segreto, che annuncia il suo “Silvio visto da vicino”, cosi’ vicino da condividerne “comuni amicizia, letture, ideali”. Specialmente ideali. E tanta stima. Tanta lealtà da osare, talvolta, di “dirgli di levarsi il prezzemolo dai denti”. Lealtà odontoiatrica.