Archivi tag: politici corrotti

DICEVA BENE IL GRANDE TOTO’

PIOVE!!!!!!!!! “GOVERNO LADRO!!!!!!!!!” Oggi sono dovuto andare a pagare il bollo per poter usare il passaporto.Questo governo di ladri mi ha rubato 40 euro e 29 centesimi.Lo sapevate che siamo gli unici nel mondo a dover pagare questa tassa? Poi sono andato per fare un contratto per poter navigare in internet. Mi hanno chiesto 20 euro per poter scaricare 3 giga +10 euro di attivazione +38 euro di chiavetta.Ma siamo pazzi? Ma lo sapete che in Francia si naviga con 7 euro al mese e in Spagna con 5? Eppure la Telefonica spagnola va a gonfie vele e la nostra Telecom è in via di fallimento.Sono poi entrato in una farmacia per chiedere il prezzo di un vaccino anti colera.Volevo regalarne una decina a Cuba dove stanno morendo di questa infermità ma dai media non trapela nulla.Di questi vaccini ne ho comperati 10 il mese passato in Canada al prezzo singolo di dollari 7 cadauno circa 5 euro e mi sono stati venduti dando la motivazione della beneficenza ..Qui mi sono stati chiesti per lo stesso farmaco 41 euro e 50 cadauno.In più serve la ricetta medica(Come se un drogato potesse farsi con questo vaccino) Il fatto è che per avere questa ricetta medica bisogna contrarre il virus e dulcis in fundo non è mutuabile ,per cui se un italiano contraesse questo virus e non potesse pagare il vaccino sarebbe destinato a morire. .Ma chi sono questi pazzi che ci stanno governando?Stiamo vivendo nell’anarchia più assoluta.Ogniuno fa quello che gli pare e i nostri governanti pensano solo a rubare e a rimpinzarsi le tasche a nostre spese.Sono 5 anni che sento ripetere che il prossimo anno ci sarà la ripresa,ma la ripresa di che cosa? Lo so io di che cosa;La ripresa dei loro furti legalizzati alle nostre spalle.Sono ladri,sono tutti ladri e se uno ma uno solo non ha rubato è perchè non lo ha potuto fare ,ma è colpevole lo stesso,perchè sapeva che tutti gli altri rubavano e non li ha denunciati,per cui è complice di questo grande complotto che sta avvenendo a nostre spese. Mi vergogno di essere Italiano !!!!!!!!!!!!!! Però abbiamo quello che ci meritiamo. Gianni Iviglia

I nostri politici e la pelle di salame

Ma allora è proprio vero :Ins. politici hanno proprio la pelle di salame sugli occhi.

Ma è possibile che credessero davvero che in Turchia ci fosse la democrazia?

Ma se questa benedetta democrazia non esiste nemmeno da noi come possono sperare che esista in Turchia?

Ma quando vanno in Turchia dove vanno i ns.politici? ebbene ve lo dico io: Non vanno in mezzo al popolo a vedere che succede ma vanno in hotel 5 stelle e di li si muovono soltanto per fare le riunioni e  sparare cazzate. Ma basta andare e chiedere al popolo come vive per rendersi conto della situazione.

O sono veramente degli imbecilli perchè se non si sono resi conto di questo è veramente grave.Oppure come seconda opzione e io opto per questa sono dei delinquenti legalizzati che vogliono farci bere quello che gli pare. 

LA COSA BERLUSCONI

 LA COSA BERLUSCONI       di José Saramago

Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di……..


 

 essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Belusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino rovinoso attraverso cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che hanno formato l’Italia del XIX° secolo, durante la lotta per l’unità, divenuti poi guide spirituali per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?

Mi piacerebbe pensare che la fine di Berlusc è vicina. Ma per questo sarà necessario che l’elettorato italiano esca dalla sua apatia, involontaria o complice, e che riprenda la frase di Cicerone ricordata qualche giorno fa. Che dica una volta per tutte e che si senta in tutto il mondo: “Troppo a lungo hai abusato di noi, Berlusc, la porta è quella, sparisci”. E se quella porta sarà quella del carcere, allora si potrà dire che giustizia sarà stata fatta. Finalmente.


 

BERLUSCONI LO SAPEVI CHE GLI ALUNNI DI UNA SCUOLA IN SICILIA PER SEGUIRE LE LEZIONI DEVONO COMPRARSI I BANCHI?

Il preside ha avvertito i genitori pochi giorni fa: «Sono quasi certo che per dare un avvio regolare all’anno scolastico dovrò chiedere la vostra collaborazione». Ovvero, per mandare a scuola i figli dovranno sobbarcarsi una colletta da 120 euro ciascuno per comprare sedie, banchi e lavagne.

Accade a Catania, all’istituto comprensivo Parini, scuola nella zona mare, con elementari e medie, molte famiglie benestanti, liberi professionisti, medici. Quest’anno si sono formate due prime elementari che chiedevano il tempo pieno: in totale 44 bambini, e quindi 44 sedie, 44 banchi, 2 cattedre, 2 lavagne, 2 armadi e 2 aule da mettere a disposizione.

Il preside, Giuseppe Adernò, ha fatto una verifica e si è reso conto di avere le aule ma non il resto. E quindi ha scritto una lettera ai genitori e li ha convocati per il 18 giugno a scuola per discutere. Finora padri e madri dei bambini delle scuole statali si erano visti chiedere sempre più spesso soldi per la carta igienica o per i fogli. Ma la richiesta di Giuseppe Adernò è molto diversa. Per l’entità della colletta ma anche per quello che andrebbe finanziato.

«Facciamo attenzione – avverte Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil – qui si sta chiedendo qualcosa di illegale. Si chiede ai genitori di farsi carico del finanziamento strutturale della scuola. Capisco molto bene le difficoltà del caso ma si tratta di una spesa di competenza comunale. E il preside rischia una denuncia: non si possono chiedere contributi per la scuola dell’obbligo».

I genitori delle due classi del Parini, infatti, non sono stati molto contenti di sapere di dover pagare da soli i banchi e la riunione del 18 si annuncia abbastanza movimentata, ma Giuseppe Adernò è convinto. «Vorrei far capire che ci vuole senso di responsabilità, che non ci si può più aspettare tutto dallo Stato e che senza il contributo dei genitori anche la scuola pubblica si ferma. Quest’anno i miei alunni hanno potuto avere il servizio mensa perché l’hanno pagato i loro genitori: il Comune è riuscito a bandire solo in ritardo la gara e il servizio è iniziato a marzo, quando l’anno scolastico stava per terminare».

Certo, tutto questo accade a Catania, città dalle finanze disastrate: centinaia di milioni di euro di buco e l’ex-sindaco Umberto Scapagnini rinviato a giudizio insieme a due dirigenti e 16 ex assessori. Ma è anche vero che il governo aveva provveduto a inviare lo scorso ottobre un aiuto da 140 milioni di euro.

Giuseppe Adernò è andato a bussare alla porta del Comune il 26 maggio. Ha scritto una lettera al sindaco e all’assessore alle Politiche scolastiche per chiedere i 44 banchi, le 44 sedie, le 2 cattedre, i 2 armadi, le 2 lavagne. Costo della richiesta: 5 mila euro. In questi casi, in genere, si procede con una gara e un mutuo ma il comune di Catania nelle condizioni in cui è non può chiedere aiuto alle banche. L’acquisto insomma dovrebbe essere fatto con fondi municipali.

«Ho incontrato due giorni fa l’assessore – spiega Adernò – mi ha detto che il problema si risolverà, mi ha assicurato di aver predisposto un monitoraggio nelle altre scuole della città per capire se esistano arredi in più da portare nelle nostre due nuove prime elementari». Insomma si sta tentando di recuperare qualche banco e qualche sedia qui e lì, in giro per Catania. «Ho fatto anch’io alcune telefonate ma non mi sembra che si trovi nulla».

L’assessore alle Politiche Scolastiche, Sebastiano Arcidiacono, invece, è ottimista: «Abbiamo qualche mese di tempo. Troveremo una soluzione, si tratta di cinquemila euro, non è un problema insormontabile».

Tre mesi di tempo, quindi: nel frattempo i genitori non sanno se e come i loro figli andranno a scuola. Se il comune non riuscisse a trovare i fondi e se i genitori non dovessero essere tutti d’accordo a finanziare banchi e sedie che cosa potrebbe accadere? «Quello che possiamo dare, lo daremo. Quello che non possiamo dare, non lo daremo», risponde Adernò.

D LA STAMPA 06/06 2009