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DOVE ESISTE ANCORA LA LIBERTA’ DI STAMPA DANNO RAGIONE AL “EL PAIS”

La presidentessa della federazione delle associazioni dei giornalisti Spagnoli (FAPE) Magis Iglesias Ieri ha detto “ERA HORA” al giornale EL PAIS per la sua esclusiva fotografica Su Berlusconi e ha dimostrato il suo appoggio contro la querela che Berlusconi ha annunciato contro EL PAIS.Iglesias ha dichiarato che Berlusconi é libero di fare qullo che gli pare e che saranno poi i tribunali a decidere.Ha in oltre dichiarato che dal punto di vista professionale e giornalistico EL PAIS ha tenuto un comportamento corretto.In oltre ha ha ancora dichiarato che pubblicando le foto hanno dimostrato di essere dei buoni professionisti,perché hanno cancellato i visi delle persone che non sono addetti a incarichi pubblici,preservando la loro intimità e che era ora di mettere in piazza gli abusi che sta commettendo il Presidente Berlusconi avvalendosi della sua nomina di Presidente del consiglio Italiano

06/06/2009 Gianni Iviglia

ANCORA BERLUSCONI FOTO E AEREI DI STATO USATI IMPROPRIAMENTE

 

Berlusconi: “Foto innocenti”
Ma querela El Pais e Repubblica

ROMA – Nessun commento diretto alla pubblicazione, ma un concetto che torna a ribadire come un mantra: “C’è una violazione della privacy inaccettabile”. E due querele al giornale spagnolo El Pais e a Repubblica. Dopo

le maratone tv di ieri, con poco o nessun contraddittorio, Berlusconi torna ad imperversare sui media. A Radio Anch’io il presidente del Consiglio definisce le foto delle feste a Villa Certosa, in parte pubblicate sul quotidiano spagnolo El Pais

, immagini “assolutamente innocenti”.

Annunciata azione legale. Subito dopo l’avvocato del premier Niccolò Ghedini ha denunciato El Pais per la publicazione delle foto. E in serata è Berlusconi che annuncia un’azione legale anche contro la Repubblica che “ha utilizzato il trucchetto di pubblicare le foto” del giornale spagnolo. “Ma vadano tutti a quel pais: sono davvero molto scocciato”, ha detto il presidente del Consiglio durante la registrazione di Matrix. “Sono fotografie – spiega il legale del premier – che provengono da reato, visto che sono state sequestrate qui in Italia proprio perché si ritiene che siano frutto di un comportamento anti-giuridico e quindi di un illecito penale; perciò è evidente che non possono essere acquistate da nessuna parte del mondo”. Non solo. Ghedini annuncia anche “un’azione in sede civile per chiunque ripubblichi in Italia le fotografie apparse su El Pais“, e il Garante per la privacy richiama al rispetto delle regole e giudica le immagini illecite perché riprese in un’abitazione privata, senza il consenso delle persone interessate. Ma dal quotidiano spagnolo spiegano: “Le vicende di Berlusconi riguardano tutta l’Europa”.

Da la repubblica 06/06/2009

Scontro con l’Unità.

Ghedini annuncia querela anche all’Unità. “Sono state sostenute da Berlusconi tutte le spese per i voli dei mezzi della flotta Fininvest che il presidente del Consiglio usa per ragioni personali ed ai quali, per motivi di sicurezza, è stata data la qualifica di voli di stato”. Il giornale diretto da Conchita De Gregorio che oggi ha pubblicato un servizio nel quale si riferisce che quattro aerei ed un elicottero di società private che fanno capo a Fininvest sono stati classificati voli di stato.

“Ho qui l’attestazione della società Alba servizi – dice Ghedini, riferendosi ad una delle due società citate dal quotidiano – che conferma come la qualifica volti di stato sia stata conferita a tutti gli apparecchi privati che il presidente del consiglio usa per ragioni personali, ma solo per motivi di sicurezza perchè in questo modo si possono avere degli slot preferenziali e c’è un diverso controllo radar”.

Il Copasir chiede informativa a Palazzo Chigi. Nel frattempo, il Comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir), avrebbe già trasmesso a Palazzo Chigi una “dettagliata richiesta” per ottenere un quadro completo di informazioni sull’utilizzo dei voli di stato della Compagnia aeronautica italiana Cai. La richiesta riguarderebbe l’utilizzo dei voli negli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2009.

La maratona sui media del premier. Sul caso delle foto a Villa Certosa, Berlusconi è intervenuto stamattina a Radio Anch’io: “E’ scandaloso che si possano fare delle foto con dei teleobiettivi entrando nel privato delle persone. Le persone fotografate a Villa Certosa sono state aggredite”.

El Pais: “Siamo tranquilli”. Poi aggiunge: “Sulla vicenda non ci sono versioni contrastanti. Sono state tutte invenzioni della stampa. Non ho dato risposte, ritenendo mio diritto non parlare di cose che ritengo fatti miei personali”. Non la pensa così il direttore della comunicazione del Pais, Juan Cruz, che giudica “le vicende di Berlusconi interessanti non solo per l’Italia ma per tutta Europa”: “E’ normale che qualcuno possa sentirsi offeso e reagire – ha detto Juan Cruz – ma noi siamo tranquilli. Abbiamo fatto il nostro lavoro. Crediamo che sia un diritto per il pubblico sapere cosa c’è dietro la polemica italiana su queste fotografie, sull’attività pubblica e privata del signor Berlusconi”.

In merito alle dieci domande poste da Repubblica al premier italiano, Berlusconi a Radio anch’io ha ribadito: “L’unica domanda alla quale dovevo rispondere da premier era ‘Ci sono stati rapporti piccanti?’, e ho risposto di no”.

Una signora telefona e domanda: “Noemi è sua figlia? C’è anche una certa somiglianza”, e Berlusconi risponde: “Signora non creda a tutte le storie messe in giro…”. Il premier torna così a parlare di “pura invenzione, calunnia staccata dalla realtà, di cui la sinistra ha approfittato non avendo programmi e nemmeno leader presentabili”.

E il signor Letizia autista di Craxi? “Non l’ho mai detto, è stato un senatore del Pdl che è caduto in un equivoco”, sostiene il Cavaliere. “Ci ho messo anche sopra un giuramento sui miei figli, un presidente del Consiglio spergiuro dovrebbe andarsene subito”. E ancora: “Non sono mai stato in una stanza da solo con questa ragazza. Se qualcuno dimostrasse che il presidente del Consiglio è uno spergiuro dovrebbe dimettersi un minuto dopo e andare a nascondersi”.

Nell’intervista il premier affronta anche la questione dei voli di Stato, sostenendo che “ne abbiamo fatti più del governo precedente perché abbiamo lavorato di più e ci siamo trovati in mezzo ad una crisi internazionale, per cui dobbiamo andare spesso in giro per il mondo per delle riunioni”.

A chi gli chiede, infine, se la vicenda avrà ripercussioni sui rapporti con la Chiesa, risponde netto: “Se c’è un governo che è vicino ai cattolici è questo, tanto che un alto esponente del Vaticano ha definito i rapporti tra il governo e la Santa Sede i migliori rispetto a tutti i precedenti governi”.

Da la Repubblica 06/06/2009

IL VERGOGNOSO MONOLOGO DI BERLUSCONI A PORTA A PORTA

IL VERGOGNOSO MONOLOGO DI SILVIO BERLUSCONI A PORTA A PORTA

Ieri 3 giugno a porta a porta si è svolto quello che dovrebbe essere stato un confronto politico

tra il presidente del consiglio Berlusconi e l’ opposizione. Ebbene tutto si è risolto in un

monologo vergognoso senza che nessuno si opponesse  alle sue stronzate.

Alla timida domanda inerente all’ impego improprio degli aerei di stato fa seguito una una risposta

vergognosa “quando si viaggia in aereo uno in più o in meno è la stessa cosa.”Ma il costo delle assicurazioni?

Il servizio di sicurezza ? E tutto il resto ? Ci siamo signori anche se non ancora dichiarata la dittatura è già arrivata fra noi.Berlusconi sta già agendo come un dittatore vero e proprio.Si è aperta un’ inchiesta su di lui sull’ impiego improprio degli aerei di stato che naturalmente grazie al nodo Alfano verrà  archiviata,senza aver luogo a procedere.Stesso caso avvenuto nel 2007 per Mastella e Rutelli sempre achiviato il tutto.Per cui i nostri ministri potranno andare dove e quando vorranno con gli aerei che paghiamo noi a farsi le proprie gite private a nostre spese.Altra legge a doc su misura per lui e chiaramente di stampo dittatoriale.Infatti la legge vigente all’ epoca del governo prodi che prevedeva il reato di peculato per l’uso improprio di aerei di stato è stata modificata il 25 luglio 2008 a suo favore per cui adesso il nostro premier può scorrazzare con le sue veline amici e portaborse vari dappertutto dove e come gli pare senza che nessuno possa intervenire per bloccare questo abuso di potere.Dovete sapere che il numero dei voli nei primi quattro mesi del 2009 rispetto al 2008 è passato da 150 ore mensili a 400.Questa è un’ulteriore prova di forza impostaci dal nostro Premier.

Io non sono abituato ad offendere le persone,ma questa volta mi devo rivolgere agli elettori di Berlusconi e lo devo proprio dire

” O SIETE SUOI COMPLICI CORROTTI COME LUI O SIETE VERAMENTE DEGLI IMBECILLI.”

Gianni Iviglia

IN INGHILTERRA UN MINISTRO SI DIMETTE PER 70 STERLINE E IN ITALIA COSA ASPETTANO?

Jacqui Smith addebitò ai contribuenti 67 sterline
(circa 70 euro) per due film porno presi dal marito

GB, si dimette il ministro dell’Interno
nuova vittima dello scandalo rimborsi

Fece anche passare la casa della sorella per la propria seconda abitazione
Al suo posto forse il Cancelliere dello Scacchiere Darling, coinvolto nelle polemiche

LONDRA – Jacqui Smith, ministro degli affari Interni del Regno Unito, sarebbe sul punto di dimettersi sull’onda dello scandalo dei rimborsi inappropriati che ha travolto il Parlamento. “Fonti attendibili hanno confermato che Jacqui Smith ha raggiunto questo tipo di accordo con il primo ministro”, ha detto il reporter di Sky News Joey Jones. La titolare dell’Interno è finita sotto accusa per aver fatto pagare ai contribuenti due film porno per il marito e la casa della sorella.

Un portavoce dell’ufficio della Smith ha dichiarato di non poter né smentire né confermare la notizia. La sensazione prevalente è che Gordon Brown procederà a un rimpasto dei ministri per dare respiro al suo governo una volta passata la tornata elettorale, che si preannuncia disastrosa per il New Labour già in crisi di consensi.

Indiscrezioni riportate dalla stampa britannica lasciano intendere che il sacrificio della Smith permetterebbe a Gordon Brown, sempre più in disgrazia, di spostare agli Interni il suo uomo di fiducia, il Cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling. Quest’ultimo oltre ad avere accumulato una serie di gaffe clamorose ha anche chiesto il rimborso spese per una casa privata mentre risiedeva come tutti i ministri delle Finanze britannici al numero 11 di Downing Street. Dal governo le voci sono state definite “semplici speculazioni indegne di un commento”.

Smith era finita nel ciclone dello scandalo sui rimborsi spese gonfiati da alcuni parlamentari inglesi, per aver inserito anche la casa della sorella tra le spese, facendola passare per la propria seconda abitazione. Ma soprattuto per un’altra nota spesa a carico del contribuente: i film porno a pagamento guardati dal marito. A rivelare lo scandalo, ancora una volta, un giornale: il Daily Express. Jacqui Smith aveva detto di essere “furiosa” per questi film di cui non sapeva nulla e che erano stati visti quando lei non era in casa. Così, si era detta pronta a pagare le 67 sterline (circa 70 euro) per i servizi di ‘pay per view’ inseriti “per errore” nella nota spese. Ma lo scandalo britannico dei rimborsi gonfiati, costato il posto a Michael Martin, speaker della camera dei Comuni, vede il ministro in buona compagnia.
Secondo le rivelazioni del Daily Telegraph, i deputati, che in questo Paese hanno un salario di 60 mila sterline l’anno (la metà di quelli italiani), hanno messo in conto allo Stato una serie di spese violando la legge: per esempio facendosi rimborsare un mutuo già estinto, o (è il caso di due deputati sposati tra loro) chiedendo un doppio rimborso per una singola “seconda casa”.

La maggior parte delle richieste sono risultate invece legittime, in base alla legge, ma ‘ingiuste’ eticamente, come ha detto David Cameron, leader dei conservatori: farsi rifare la piscina, il campo da tennis, acquistare nuovi elettrodomestici, comprare perfino cioccolatini e assorbenti. Il tutto a spese dello Stato, ossia del contribuente, e in tempi di crisi. Notizie che hanno suscitato indignazione nell’opinione pubblica e anche nella regina Elisabetta II.
Da la repubblica  03/06/09

BERLUSCONI VICINO A SCOPPIARE

L’ira di Berlusconi
“Vicino a scoppiare”

Affondo dal Times al premier:
è caduta la maschera del clown

ROMA LA STAMPA 02/ 06/ 09
A quattro giorni dal voto perfino quel poco di Europa è sparito. Resta solo Berlusconi che, con la scusa di difendersi dalle «calunnie», occupa prepotente l’intera scena, profitta dell’ossessione Noemi per inghiottire la campagna elettorale come in un «buco nero». Opposizione annichilita. Franceschini ormai fa notizia perché s’è rotto il treno su cui viaggiava in Abruzzo, le tesi rispettabili che pure esprime suonano estranee al «reality show» che alza l’audience ma abbassa la politica. Siamo al punto che il Cavaliere ha potuto scagliare un colpo letale («La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000») senza nessuna reazione apprezzabile sull’altro fronte.

Unico tra i suoi, D’Alema prova a obiettare che Silvio se l’è cantata e suonata da solo, a creare lo scandalo «non ha certo provveduto il Pd». Ma ormai sembra tardi per correggere, smentire: quello che è stato è stato. Oltretutto Berlusconi non teme rivali nell’imporre a tutti le sue verità. «La sinistra e i suoi giornali riempiono con il gossip il vuoto dei programmi», affonda i colpi il premier. Spacca l’Italia in due, «quella vera che è con me e quella dei giornalisti» i quali propalano falsità. Il bello è che lo dichiara in un’intervista radiofonica con Barbara Palombelli su Radio2, e poi ci scherza su col marito, che è Francesco Rutelli: «Per lei ho fatto un’eccezione, perché di solito faccio solo interviste con minorenni…».

Siamo alle battute di spirito, tanto per Noemi «non c’è più niente da chiarire, ho già chiarito tutto, ora non credo che ci sia nemmeno bisogno di intervenire in Parlamento». Sulle veline «è stata la prima volta, e spero anche l’ultima, che si toccano vicende personali in campagna elettorale, perché i risultati sanciranno una terribile sconfitta di questa sinistra». La sentenza Mills, che «cosa indegna, che vergogna, sono vicino a scoppiare…». Bossi gli dà manforte, «i magistrati sono una brutta razza», sarebbero appena meglio se parlassero in dialetto padano.

La grande battaglia delle Europee è finita prima di incominciare, morti e feriti si conteranno domenica sera con l’apertura delle urne. Berlusconi già si mette sul capo l’alloro del vincitore. La crisi? Inutile farne un dramma, «non ci muore nessuno, prima o poi passerà, guardiamo al futuro con ottimismo». Resta viva qualche scaramuccia intorno ai rifiuti di Palermo, con Bertolaso spedito giù di corsa a metterci la pezza, e sui voli di Stato perché la Procura di Roma pare abbia aperto un fascicolo su quelle foto di «veline» sbarcate in Sardegna da aerei pagati con le nostre tasse. Ci sono pure al riguardo interrogazioni parlamentari del Pd e di Di Pietro, ma Gianni Letta ha trascorso lunedì a studiarsi la replica diramata a sera, «tutto perfettamente legittimo». Scommette Bonaiuti, il Portavoce: «E’ una bolla di sapone, finirà nel nulla».

Il Cavaliere respira «una buona aria». Al ricevimento quirinalizio per la Festa della Repubblica è assediato da fan che gli offrono solidarietà, solo qualche fischio all’ingresso ma poi apoteosi. Certo, pure la Lega va forte «ma tanto sono alleati», e proprio grazie a questa «alleanza fortissima io ho una grande maggioranza, ancora 4 anni di governo davanti, quindi c’è qualcuno che si dispera». Dopo tanti colpi di scena, non sarà certo l’insulto poco british del «Times», Berlusconi definito «un clown che getta la maschera», a rovesciare l’opinione degli italiani. Ed è proprio questo che sorprende il giornale di proprietà del magnate televisivo Murdoch, un tempo pappa e ciccia con Silvio ma ora suo nemico mortale: risulta inspiegabile agli inglesi «il totale disprezzo con cui Berlusconi tratta l’opinione pubblica italiana». Visti da Londra siamo un popolo con l’anello al naso perché ci facciamo governare da «un pagliaccio sciovinista che va in giro con donne di oltre 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori come modelle, assistenti personali o persino, assurdamente, candidature al Parlamento europeo». Alza le spalle il Cavaliere, «il Times ha stretti legami con gruppi editoriali italiani». E comunque, soggiunge Bossi, «non conta nulla. Per fortuna».